Il Ministro Cartabia, gli imprenditori che fanno affari con la mafia e “la morsa”

Il Ministro Cartabia, gli imprenditori che fanno affari con la mafia e "la morsa"

“Qualcuno ha già iniziato a scrivere le parole di un’altra storia. Qui in provincia di Foggia un’altra storia è già iniziata: lo abbiamo sentito dalle parole degli imprenditori che hanno denunciato; di chi ha perso persone care e non è scappato via per il bene dei figli. Una terra ferita ma che inizia a scrivere una nuova storia”. Così il Ministro della Giustizia, Marta Cartabia, ospite dell’Università di Foggia, oggi ha parlato del tema giustizia nella provincia di Foggia.

“Troppa nebbia, troppa ignoranza, troppa distrazione, troppa sottovalutazione di un fenomeno esistente ha permesso a questo di fiorire e radicarsi nella distrazione o nella colpevole disattenzione di tutti. Questo fenomeno di criminalità organizzata stenta ad avere un nome. In Sicilia è stato Buscetta a rivelare il nome di Cosa Nostra, qui non abbiamo un nome chiaro ad un fenomeno che sta affliggendo in modo così forte questo territorio”, ha detto il Ministro della Giustizia.



“Ciascuno di noi è chiamato in causa a contrastare quel senso di abbandono che è più buio del più buio dolore. Sconfiggere questo nemico che è la solitudine di fronte all’ingiustizia e alla criminalità. Siamo qui per dire a ciascuno che non è solo alla sua lotta contro un fenomeno che opprime e deprime una società e generazioni intere”, ha commentato Cartabia.

Poi un passaggio sull’istituzione della Corte d’Appello a Foggia: «Non è nel mio stile fare delle promesse che poi non mantengo ma vi dico che questa specifica richiesta è un po’ complicata da realizzare, perché richiede interventi normativi che dovrebbero passare attraverso una revisione della geografia giudiziaria che non posso promettere che sarà nell’immediato. Con questo – ha detto Cartabia – non voglio dire che non ci sia attenzione in forma in forma diversa verso questo territorio. L’attenzione è massima, le risorse ci sono, il personale sta lavorando con grande assiduità sul territorio sul territorio».

Il presidente FAI, associazioni antiraket italiane, Tano Grasso, spiega come la mafia riesce ad essere socialmente accettata: “In terra di mafia pesa di più una relazione di convenienza che gli imprenditori traggono da rapporti con la mafia. Non è complicità o collusione, è una convenienza ambientale che fa capire all’imprenditore che è preferibile non ribellarsi, perché si rischia di trovarsi fuori mercato. La paura si può vincere, ma capovolgere la convenienza è molto più difficile e complicato, se le mafie hanno questa lunga durata, in Sicilia e Calabria sono secolari, è perché non sono solo soggetti di oppressione, le mafie sono soggetti produttrici di convenienza, è in essa che c’è la ragione di questa lunga durata.



È una strada difficile e complicata, ma per Foggia è obbligata, non è in gioco solo la libertà dei singoli imprenditori, ma la speranza dei giovani di costruire un proprio futuro. Foggia è un’emergenza nazionale non da oggi sotto il profilo della criminalità. Il fatto nuovo – ha aggiunto Grasso – è che negli ultimi anni c’è stata una reazioni da parte delle istituzioni straordinaria, dal prefetto alle autorità giudiziarie, alle forze di polizia. Una presenza dello Stato come non si era mai vista mai vista prima. C’è uno spiraglio nel mondo imprenditoriale, ci sono persone che hanno denunciato. Alcuni imprenditori vivono purtroppo con la scorta come conseguenza della loro denuncia. Ci sono state queste timide costituzione di parte civile. Ma è solo un piccolo spiraglio. La strada è lunga, è difficile è in salita e il problema non è solo un problema di paura. Questo è un pezzetto del problema”. “Quell’atto del Governo nazionale lancia un segnale a tutta la città”.



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Patrizio mugghio baresi
9 giorni fa

E’ un mono di mezzo subdolo ed insidioso fatto di faccendieri, truffatori, affaristi, che rappresentano l’anello di congiunzione tra la società civile e le mafie, portato alla ribalta delle cronache già con mafia capitale. Investono i cospicui denari delle attività criminali nell’edilizia urbana, nelle aste immobiliari, nelle società di comodo, nei terreni agricoli, ecc… Si insinuano come la peste negli apparati amministrativi, ed hanno profili analoghi a personaggi di manzoniana memoria. Danneggiano ed infestano le economie locali. Il loro squallore si riflette nel prodotto del proprio operato. Sono la fezza delle comunità civiche, che rifiuterebbe pure una accurata raccolta differenziata… Leggi il resto »

Munnezza Baresi
9 giorni fa

A Cerignola il problema è forte perché la monnezza porta soldi che manco la droga riesce a star dietro, quindi si può immaginare l’appetito delle mafie.
E dove se non a Cergnola, dove per le strade passeggia una giunta comunale sciolta per infiltrazioni mafiose ci vuole piu che mai ATTENZIONE?

Costante mugghio baresi
9 giorni fa

Proprio per scongiurare l’appetito mafioso è necessario che la società di gestione dei rifiuti sia di costituzione pubblica.

Troppo facile
8 giorni fa

Ma la società di gestione dei rifiuti, la Tekra, è appaltatrice durante il periodo dei commissari o sbaglio?
Lo scempio urbano dell immondizia è solo colpa della Tekra o anche e forse in larga parte dei cerignolani merde, tantissimi, che buttano l’immondiIa nelle strade di campagna o le buste hanno le gambe?
Ma la colpa è sempre degli altri o vogliamo iniziare a capire che lo schifo parte proprio da casa “nostra”…?

Munnezza Baresi
8 giorni fa
Reply to  Troppo facile

Barzelletta:
Se la rotonda è buona è merito mio
Se la tari aumenta è colpa degli altri.
Ho asfaltato la strada e sono un eroe.
Sono incapace a gestire l’immondizia e mi sono fatto infiltrare, ma è colpa degli altri.

La verità
6 giorni fa

Il problema non sono i mafiosi che certo non sono più quelli di una volta e ora hanno soldi da investire ….. il problema è la mentalità mafiosa unita alla nostra ( dei cerignolani) mentalità imprenditoriale e intraprendenza. Mi riferisco alle tante attività di impresa che esistono a Cerignola che danno lavoro a tante persone ma che usano metodi da taglezzatori per sottopagarli o riprendersi i soldi sottobanco dalla busta paga, a quelle che sversano i loro rifiuti nei canaloni o nelle fogne senza pretrattamenti inquinando al pari dei zozzoni che buttano l’immondizia per strada, ai vari professionisti tecnici, avvocati,… Leggi il resto »

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