Parco eolico in zona Diga Capacciotti a Cerignola: ambientalisti sul piede di guerra

Parco eolico in zona Diga Capacciotti a Cerignola: ambientalisti sul piede di guerra

Quattro torri eoliche da 185 metri di altezza e 4 megawatt di potenza ciascuna, nei pressi della Diga Capacciotti di Cerignola, scatenano le proteste delle associazioni ambientaliste che si oppongono all’eolico a ridosso del Parco regionale dell’Ofanto. Lipu, Italia Nostra e Consorzio Pro Ofanto parlano di un impatto paesaggistico e territoriale intollerabile, in continuità con altre macchine che la Provincia aveva autorizzato alla stessa Margherita srl (con un altro parere, ad avviso degli ambientalisti, censurabile), aggravando un effetto cumulativo che la stessa Provincia incredibilmente ha omesso di considerare, in spregio ai valori del Piano paesaggistico territoriale regionale, rinnegando i valori paesaggistici dello stesso Ptcp – Piano Territoriale Coordinamento Provinciale – e in palese distonia con il Contratto di fiume Ofanto/Ente Parco/Provincia Bat che persegue la tutela, la valorizzazione territoriale e la mobilità dolce nelle medesime aree. Come se non bastasse, senza applicare la Valutazione di Incidenza”.

Gli ambientalisti contestano l’autorizzazione rilasciata dalla Provincia di Foggia “con il consueto copione della riduzione delle macchine, poi compensate dal raddoppio della potenza”. Nello specifico, tra le altre cose, “studi privi di rigore scientifico hanno sminuito l’effetto detrattore a carico del Parco Regionale dell’Ofanto, gli effetti su Nibbio reale, Nibbio bruno, Lanario, Grillaio, Biancone, Albanella minore ed altre specie minacciate, l’impatto paesaggistico pesantissimo e cumulativo sul territorio circostante, sui tratturi e masserie storiche, sul complesso monumentale di Torre Alemanna, sul lago Capacciotti, sulla valle dell’Ofanto e ovviamente sul confinante territorio lucano (inesistente secondo la Provincia), dove, paradossalmente, la Regione Basilicata ha invece adottato un vincolo per fermare questi impianti a tutela dell’Ager venusinus”.

“La Provincia di Foggia continua a favorire questi impianti, saturando il territorio. Come è possibile che gli stessi valori e perfino le stesse aree, bistrattate dalla Provincia di Foggia, siano invece tutelati con pareri negativi dalla Regione Puglia in altri progetti a Via nazionale? La politica Regionale – concludono gli ambientalisti – sia parte attiva in questa ed altre vicende poco chiare. Impugni gli atti illegittimi, rimuova la disastrosa delega alle Province, irrobustisca il Regolamento Regionale in materia. E al presidente della Provincia, Nicola Gatta, chiediamo: per quanto ancora la Capitanata dovrà subire questo modus operandi?”, chiedono Lipu, Italia Nostra e Consorzio Pro Ofanto.

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Frengo e stop
20 giorni fa

Ci hanno riempito con centinaia di obbrobri ruotanti con le promesse di minor inquinamento e bollette meno care per tutti. Invece come di consueto avviene in Italia, dopo aver ottenuto i permessi ed installato in maniera indiscriminata queste torri eoliche, i benefici ci sono stati solo perle loro tasche (chi autorizza e chi installa) mentre per i cittadini solo la deturpazione del territorio, con la certezza che in Italia al massimo gli daranno uno scappellotto.

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