LA LETTERA | “Il Recovery è un’occasione da non perdere per Cerignola”


Di seguito la lettera dell’avvocato Michele Allamprese sulla pubblicazione dei progetti presentati dalla Provincia di Foggia nell’ambito dei finanziamenti Next Generation UE.


Gentile direttore, è stato pubblicato l’esito del tavolo tecnico sul Recovery and Resilience Plan della Provincia di Foggia, coordinato dalla Provincia e cui hanno partecipato diversi stakeholders, tra cui i Comuni, le Università e gli altri Enti intermedi.

Il testo contiene l’elenco degli interventi che si chiederà all’Unione Europea di ammettere a finanziamento, nell’ambito del programma Next Generation UE.

Siamo di fronte ad una occasione unica e irripetibile di sviluppo economico, sociale e culturale del nostro territorio, una occasione da non perdere.

L’elenco degli interventi, per oltre 5 miliardi di euro, non deve però ridursi ad una serie di iniziative disancorate tra loro, che significherebbe soltanto immissione di liquidità nell’economia, senza ricadute effettive e permanenti sulla vita e sul futuro del nostro territorio.

Proviamo, quindi, ad immaginare un filo conduttore per la nostra Cerignola, partendo dall’analisi degli interventi previsti nel piano, alcuni riferibili direttamente alla nostra Città, altri previsti in piani che prevedono iniziative su scala provinciale.

Sono previsti 7,4 Mln di euro per finanziare le piste ciclabili, 0,4 Mln per il controllo dinamico della mobilità sulle strade provinciali e soprattutto 64,264 Mln di euro per il rilancio dell’Interporto. Poi ci sono, come detto, una serie di interventi previsti su scala provinciale che interesseranno in quota parte il nostro territorio, dalla Manutenzione straordinaria delle strade provinciali alla lotta al digital divide, alla realizzazione di sistemi per il trattamento e il riciclaggio delle acque reflue (finalmente Fosso Pila?) allo sviluppo turistico alle energie rinnovabili, alla banda ultralarga e alla Manutenzione straordinaria dei palazzi pubblici.

Dunque, è importante immaginare un filo conduttore degli interventi, per realizzare un’operazione sistemica che porti a ricadute di sviluppo e occupazione buona e stabile. Le ripercussioni degli interventi devono, in altre parole, andare oltre i mesi in cui si realizzeranno i progetti e rimanere come lascito per le generazioni a venire.

Il filo conduttore non può che essere l’agroalimentare, nelle sue innumerevoli sfaccettature, e nel suo indotto.

L’interporto, innanzitutto; la realizzazione, in un punto strategico come Cerignola, di una struttura intermodale capace di stoccare merci agroalimentari provenienti da tutto il mondo, attraverso la direttrice mediterranea in direzione nord Europa, creando in combinazione con il porto di Taranto e quello di Bari, una linea alternativa al porto di Rotterdam per lo scambio delle merci tra Asia e Europa.

L’entità del finanziamento permetterà di realizzare una struttura “chiavi in mano”, da consegnare ad un gestore misto pubblico/privato, che andrà oltre l’area interportuale.

Possiamo immaginare, nell’ambito dell’intervento sull’Interporto, di completare e ammodernare la zona industriale e quella manifatturiera, di realizzare un parco dell’enogastronomia nella zona nord est della Città, si può e deve pensare al collegamento ferroviario che può arrivare fino alle porte di Cerignola e, soprattutto, la bretella sud/est che colleghi via Candela alla SS 16 verso Bari completando il “grande raccordo anulare” della città per metà già esistente nella parte di SS 16 che va dall’uscita di via Napoli a quella di Corso Scuola Agraria.

Il settore aggregato all’agroindustria, e quindi principalmente l’enogastronomia attraverso la riscoperta delle masserie rurali. Penso all’utilizzo dei 7,4 milioni per la realizzazione di piste ciclabili capillari che consentano di raggiungere tutte le zone dell’agro Cerignolano, realizzando percorsi che uniscano natura, cultura ed enogastronomia, ma anche, e in combinazione con gli incentivi del Superbonus, alla ristrutturazione delle masserie antiche e alla valorizzazione delle stesse come punti turistici, non solo giornalieri.  Vi è una intera zona, quella posta tra la destra di via Manfredonia dopo il cavalcavia della stazione e il litorale, che si presta, anche per la vicinanza al mare e per la presenza di insediamenti greci e romani, alla realizzazione di un parco turistico/gastronomico, che combini la vacanza in campagna con quella marina.

Ma l’agricoltura, per diventare industria, deve ragionare anche in termini di ricerca e sviluppo. E allora bisogna necessariamente riportare a casa la facoltà di Agraria (nelle sue declinazioni di scienze agrarie, alimenti, risorse naturali ed ingegneria), potenziandola e immaginando di insediarla nel Palazzo Carmelo, che si può pensare di ristrutturare con i fondi del recovery e nel palazzo Ducale, dove oggi domicilia la Guardia di Finanza.

Next Generation è una occasione che il nostro territorio non può perdere, I fondi devono essere spesi bene, e servono idee buone in fase di progettazione, onestà e legalità in fase di realizzazione.

Il tavolo continuerà ad operare per rendere concrete le direttrici di intervento mediante l’esame delle concrete iniziative ed è fondamentale che allo stesso sieda, in rappresentanza del Comune di Cerignola, un esponente autorevole e competente. Vanno, infatti, intercettate tutte le risorse possibili sul tavolo provinciale per digitalizzare la Città, potenziare l’efficientamento energetico dei palazzi pubblici, immaginare un efficace sistema di videosorveglianza e rifare strade e quartieri.

L’occasione epocale non va sprecata.

Michele Allamprese

0 0 votes
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Marchiodoc.it ®
0
Commenta questo articolox
()
x