A Cerignola un quinto delle interdittive antimafia della Provincia di Foggia

A Cerignola un quinto delle interdittive antimafia della Provincia di Foggia

Un quinto delle interdittive antimafia disposte dalla Prefettura nella Provincia di Foggia interessa attività che operano sul territorio di Cerignola. L’ultimo provvedimento, che nei fatti impedisce al privato di intrattenere rapporti economici con le pubbliche amministrazioni, ha riguardato la Allcar srls, che si occupa di commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri e che proprio nel centro ofantino ha la sua sede operativa. Il provvedimento, spiegano dalla Prefettura di Foggia, è stato emesso “a seguito degli accertamenti svolti dal gruppo Interforze Antimafia, composto da ufficiali dell’Arma dei Carabinieri, della Guardia di Finanza e da funzionari della locale Questura e della DIA sezione di Foggia”. Nell’ultima ondata di provvedimenti, che ha coinvolto anche Cerignola, in provincia di Foggia sono state segnalate ben sei aziende.

Ad oggi, quindi, salgono a 42 le interdittive antimafia emesse dal Prefetto Raffaele Grassi: 8 delle quali solo a Cerignola. Sono variegati i settori di interesse su cui vi sarebbe l’ombra della malavita, perché le aziende cerignolane finite sino a questo momento nella black list della Prefettura di Foggia si occupano praticamente di tutto: dal comparto auto al settore dell’abbigliamento; dalla gestione dei rifiuti a quella della villa comunale; dal mondo delle scommesse al commercio di carburante.

Alcune delle interdittive antimafia rilasciate su Cerignola hanno poi rappresentato l’humus dello scioglimento dell’amministrazione Metta per infiltrazioni mafiose, soprattutto per quanto concerne la gestione del verde pubblico o la gestione della villa comunale. Due situazioni spinose a maggior ragione dopo che la Prefettura di Foggia ha scovato possibili collegamenti tra le imprese e i gruppi criminali organizzati di Cerignola. Ed anche- e non solo – per questo, l’amministrazione di Franco Metta è stata sciolta per infiltrazioni mafiose, finendo anzitempo il suo mandato: adesso si resta in attesa della sentenza sull’incandidabilità dell’ex sindaco e dell’ex assessore ai lavori pubblici.

L’azione della Prefettura sulle interdittive antimafia ha “l’obiettivo di rafforzare oltremodo l’azione di contrasto, attraverso questo strumento anticipato offerto dalla legislazione antimafia, alle organizzazioni criminali dirette a penetrare pervicacemente il tessuto economico ed amministrativo di questo territorio”, hanno spiegato dalla Prefettura annunciando le ulteriori 6 interdittive su tutto il territorio provinciale. La strategia è quella di assicurare e favorire l’economia legale e limitare, se non azzerare, gli “appetiti criminali” dai settori che, soprattutto in questo momento di forte crisi, sono più esposti alla potenziale aggressione dei clan che, con ingenti somme da poter investire, possono travolgere l’economia sotto ogni aspetto e, appunto, come dimostrato dai provvedimenti già presi, in ogni settore.

Michele Cirulli

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