Ambra, da Cerignola volontaria del vaccino ReiThera: “Non chiamatemi cavia”

Ambra, da Cerignola volontaria del vaccino ReiThera: "Non chiamatemi cavia"

Biotecnologa, classe 1983, Ambra D’Emilio è tra i volontari che stanno partecipando alla sperimentazione del vaccino made in Italy ReiThera e se tutto dovesse andare per il verso giusto, già dal prossimo autunno potrebbe essere messo in commercio. Nel frattempo, però, prosegue la fase di sperimentazione chiesta dallo Spallanzani di Roma, che ha trovato nel Policlinico Riuniti di Foggia un alleato imprescindibile. È nel reparto Malattie Infettive del nosocomio foggiano che, dalla fine di marzo, i volontari hanno iniziato la sperimentazione che porterà a validare, si spera, un’altra importante arma contro il Coronavirus.

Quando e come è nata l’idea di fare da “cavia”? Cosa ti ha spinto ad aderire?

Partiamo dal presupposto che sono una biotecnologa e quindi ho una mentalità scientifica. Per questo non mi sento una cavia assolutamente! ho appreso la notizia da una mia amica (Licia Disanto) e dal momento che in questa pandemia ho potuto offrire il mio aiuto in maniera molto limitata, ho pensato che partecipare a una iniziativa di questo tipo mi avrebbe reso più attiva nella lotta al COVID! Grazie ad una amica foggiana, Donatella Varraso, ho raccolto informazioni sulla sperimentazione e ho deciso di inviare la mia candidatura all’ospedale Riuniti di Foggia

Come funziona la sperimentazione?

La sperimentazione consiste in all’incirca in 9 incontri nell’arco di circa 2 anni. Il primo incontro è avvenuto il giorno 1 aprile e siamo stati sottoposti ad una serie di analisi: temperatura, saturazione, pressione, efficienza epatica e renale, emocromo, tampone ed infine prima iniezione di vaccino ReiThera. Ci è stato dato un kit e un diario su cui annotare ogni possibile sintomo, un numero a cui possiamo fare riferimento per qualsiasi problema ed una tessera in cui si attesta la nostra partecipazione al programma sperimentale.

Cosa succederà nel prossimo incontro?

Il prossimo incontro sarà il 22 aprile per ricevere la seconda dose e nel mentre saremo monitorati anche telefonicamente. Nelle fasi successive saremo sottoposti sempre a tampone e prelievo ematico al fine di monitorare effetti e sviluppo degli anticorpi (qualora ci siano perché la sperimentazione prevede che il 33% dei volontari ricevano il placebo).

Hai mai avuto paura?

 Paura no, mi affido a un progetto ospedaliero che mi dà sicurezza! Solo tanta emozione! Non vedevo l’ora di dare il mio contributo.  

Cosa pensi dei medici No Vax?

Credo che in una pandemia come questa, dove non abbiamo una conoscenza approfondita del virus, ogni arma di cui disponiamo deve essere usata per sconfiggerlo, per cui mi sembra assurdo che uomini di scienza che combattono da ormai un anno questa pandemia possano essere contrari ai vaccini.

Avresti mai pensato che nel 2021 saresti finita a fare sperimentazione per un vaccino che potrebbe salvare milioni di vite?

Non avrei mai pensato di vivere una pandemia figuriamoci di partecipare ad un programma sperimentale, quindi direi proprio di no.

Quando conosceremo gli esiti della sperimentazione?

La sperimentazione dura in teoria due anni ( ma la durata serve soprattutto a capire l’efficacia del vaccino nel tempo e quindi la copertura che assicura) ma se i risultati saranno buoni come quelli della fase 1 potrebbe essere in commercio nel prossimo autunno.

Michele Cirulli

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Giuseppe
9 giorni fa

Bravissima Ambra, grazie a persone come te, oggi abbiamo possibilità di vaccinare un’intera popolazione. Chapeau

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