Cerignola, l’imprudenza degli avventori è un danno per i baristi

Cerignola, l’imprudenza degli avventori è un danno per i baristi

Ha fatto il giro del web l’immagine della ressa di persone nei pressi dei bar di Cerignola e ci si è divisi tra chi inneggia al ritorno alla normalità e chi invece reputa folle l’assembramento incontrollato nonostante la catalogazione della Puglia come zona arancione, che rende anche Cerignola soggetta a restrizioni ulteriori rispetto alla gran parte delle regioni italiane ormai in fascia gialla.

Al di là delle posizioni di ciascuno, però, resta un dato oggettivo: gli assembramenti finiscono per mettere molte volte ingiustamente sul banco degli imputati i gestori dei bar, che a loro volta stanno scontando una crisi senza precedenti. Se l’irresponsabilità del singolo – che si accalca senza mascherine fuori dai locali o nei parchi- finisce per penalizzare chi è già in difficoltà, allora nasce un corto circuito che sa tanto di “guerra tra poveri”.

Certo, al netto di alcuni esercizi commerciali che altrettanto irresponsabilmente traggono vantaggi dalle situazioni di “irregolarità” dei comportamenti, la maggior parte dei Gestori sarebbero costretti anche a fare da balia agli avventori al di fuori delle mura dei locali: una mansione di per sé folle, ma che tra l’altro li espone a salate multe, forse anche ingiuste.

Demonizzare le attività è probabilmente una pratica rischiosa, anche perché ognuno risponde delle proprie azioni: se è consentito l’asporto, e l’avventore decide di consumarlo fuori dall’attività, ci si dovrebbe aspettare un maggiore controllo sui singoli e non un accanimento sui titolari dei bar.

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