“Il virus attacca gli anziani? Solo leggenda”. Carla torna negativa dopo 21 giorni





L’esito dell’ultimo tampone nella giornata di domenica, il verdetto è “negativo”, nel senso che il Coronavirus è stato debellato e Carla Conte, 27enne di Cerignola, può tornare alla sua normalità. Tutto era iniziato con “un forte mal di testa, anomalo, mentre ero a lavoro. Tornando a casa la sera ho iniziato a provare dolore a livello lombare e forte bruciore agli occhi. Successivamente i sintomi piuttosto che affievolirsi restavano costanti e in più la temperatura corporea cominciava a salire. Il secondo giorno in piena notte ho accusato forte mal di testa, temperatura corporea ancora alta, tanto da vomitare”, racconta Carla.

LA SCOPERTA E LA MALATTIA

È in quel momento che contatta il medico di famiglia, che a sua volta attiva l’iter per il tampone molecolare anche se, spiega Carla, “Il mio stato d’animo era privo di speranza perché consapevole di aver contratto tutta la sintomatologia riconducibile al COVID. Ho provato molta ansia. Il giorno successivo, ho avuto solamente la conferma: positiva. Il periodo di malattia per quanto la sintomatologia non abbia intaccato le vie respiratorie, mi ha molto debilitata a livello fisico facendomi provare molta stanchezza anche nello svolgimento delle azioni quotidiane”.  

“A livello mentale – prosegue-  mi ha trasmesso un livello di impotenza: non ero più padrona della mia libertà neanche in casa. Mi sono isolata nella mia camera, uscendo solo per andare in bagno. Tutto ciò mi ha fatto riflettere su quanto siano importanti i rapporti famigliari, ho sofferto tanto sia il non potermi sedere a tavola con i miei o guardare un film tutti insieme. Fortunatamente dopo i 21 giorni di isolamento ho ricevuto la bella notizia”, racconta Carla Conte.





Poi la lunga cura ed infine il tampone negativo: “Dalla gioia, dalla frenesia di comunicarlo a tutti e per la gioia che la mia vita potesse riprendere ero in uno stato di incredulità enorme”.

LA FINE DELL’INCUBO

Sullo sfondo però, i dati incontrollati della Puglia e il sempre più dilagante negazionismo sul Covid, oppure il revisionismo di chi minimizza il carattere e la portata del virus: “Mi dispiace che ci siano miei coetanei e non coetanei incuranti del problema. Non credo sia solo un bombardamento mediatico quello che viviamo, purtroppo il virus c’è e dobbiamo stare molto attenti. Credo che bisognerebbe avere molto più senso civico ma anche empatia per quello che gli altri vivono con una dose non indifferente di rispetto. Tendiamo sempre a criticare l’operato altrui senza far caso ai nostri comportamenti e se davvero stiamo facendo qualcosa di buono per il nostro mondo”, spiega Carla.

“Mi dispiace anche che i più giovani credano ancora alla leggenda sul virus e la sua manifestazione solamente su i più anziani. Molte volte ci crediamo immuni, ma dopotutto è sempre così finché non ti tocca da vicino qualcosa non la comprendi”, conclude la giovane cerignolana.









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