Stornara, riapre la Chiesa di San Rocco: ecco come sarà

C’è gran fermento all’interno della comunità spirituale di Stornara. La macchina dei lavori ha lavorato giorno e notte per arrivare alla data fatidica del 18 Settembre. Ma cosa succederà in questa data? Oggi ci sarà la dedicazione (ossia, la cerimonia con la quale si consacra al culto un edificio sacro) della Chiesa San Rocco di Stornara, rimasta chiusa per i lavori di restauro per 20 mesi.  Perché proprio questa data? C’è forse qualcosa di misterioso che aleggia su questo numero? Scaramanzia? Numero portafortuna? Niente di tutto questo. In realtà il 18 settembre è una data molto importante per la chiesa di Stornara poiché ricorre l’anniversario della sua inaugurazione, proprio com’è stato spiegato dal parroco di Stornara, Don Antonio Mottola, nonché Vicario generale presso la Diocesi di Cerignola – Ascoli Satriano. Queste le sue parole: “Don Crescenzio Schiavone, nel 1873, scrive questa memoria storica nella quale dice che il 18 di settembre del 1859, fece l’inaugurazione della chiesa, non la consacrazione. Con la presenza del vescovo, due camerate di seminaristi, i quali indicavano il maggiore e il minore, tra questi anche coloro che studiavano teologia; c’erano anche tanti fedeli che provenivano dai paesi limitrofi. Infine un canonico di Ascoli, il teologo Dente, che fece un panegirico in onore di San Rocco. Quindi, questo è il motivo per cui, in coincidenza con il cento sessantunesimo anniversario dell’apertura della chiesa, facciamo la dedicazione, che è stata radicalmente trasformata con i nuovi poli liturgici. E quindi si farà la dedicazione della chiesa e del nuovo altare“.





 In cosa consistono, in concreto, i cambiamenti che la Chiesa San Rocco ha visto durante questi lunghi mesi? Ce li spiega sempre il parroco Mottola: “La Chiesa ha subìto una ristrutturazione radicale a partire dal tetto fino al pavimento e sotto la pavimentazione perché aveva sotto il rivestimento un problema di umidità, perciò di risalita e quindi si è fatto un’impermeabilizzazione, creando anche la possibilità dagli sfoghi, presenti nelle mura esterne, per l’aerazione, impedendo così che l’umidità salga per capillarità sopra il tempio. Poi è stato fatto il riscaldamento sottotraccia e servirà per due motivazioni: rendere l’ambiente confortevole quando ci sarà l’Inverno e poi per conservare la salubrità dello stesso edificio sacro. In questa maniera il luogo di culto riceve gli aiuti necessari perché non deperisca. In seguito, abbiamo fatto i lavori del tetto. Realizzandolo con capriate (strutture portanti di coperture di edifici, di forma triangolare, in legno, ferro o cemento armato) nuove, in questo modo si vedrà la bellezza del soffitto. L’interno della chiesa è stato completamente rimaneggiata con nuovi poli liturgici. A cominciare dall’altare che è proporzionato all’abside; prima c’era un altare sproporzionato rispetto all’abside. In seguito si è fatto dietro la tavola liturgica, la sede con questa pala che in qualche modo potrebbe riferirsi all’altare antico perché il medesimo anticamente era rivolto al muro, non verso il popolo. E quindi c’è questo dipinto che serve per la sede; non si è fatta proprio in fondo all’abside perché dietro vi è la croce. Per non addossare la croce ai dipinti, si è spostato in avanti, affinché la croce possa meglio essere vista e quindi impedire anche una mescolanza di cose. Difatti, anche il quadro della Madonna della Stella, il quale in antico stava sopra i dipinti, è stato collocato adesso sul tabernacolo nuovo “La cappella del Tabernacolo” con il movimento discensionale. Sopra il quadro si vede, dalla struttura, i marmi discendenti perché si mette in risalto l’incarnazione del Figlio di Dio che è disceso dal cielo. E lì, si trova il tabernacolo con la scultura sottostante “le Nozze di Cana” poiché le medesime nozze, esprimono lo sposalizio che Cristo realizza con tutta l’umanità. Lui è lo sposo che dà la vita per la sua sposa, la Chiesa.





Nel matrimonio si vede molto bene questa idea che già è dell’Antico Testamento la quale viene rivalutata ancor di più dal Nostro Signore Gesù Cristo. Lui lo sposo, la Chiesa la sua sposa. Poi c’è dall’altra parte, l’altra navata dov’è presente la cappella della Passione di Gesù morto con l’addolorata, in fondo; all’inizio della cappella c’è il fonte battesimale con la custodia vicina degli oli santi. Sopra la custodia degli oli santi, verrà posizionato San Giovanni Battista che ha l’agnello in mano e dice “Ecco l’agnello di Dio; ecco colui che toglie i peccati del mondo. E così inizia il percorso che porta al corridoio centrale. Sono quaranta tappeti uniti insieme perché la Chiesa è in un cammino continuo di purificazione. Al termine di questo tappeto di guida centrale, c’è la conchiglia per rivalutare anche San Rocco, il quale è un pellegrino, la cui conchiglia è simbolo del viaggiatore e all’inizio c’è la conchiglia con sei spicchi. In fondo c’è la conchiglia con i sette spicchi perché il numero sette è il numero perfetto, e all’interno di questa conchiglia c’è la perla che scorre nel sangue di Cristo, il quale cola dall’altare, arriva fin dentro questa perla dove i fedeli vengono per ricevere. l’eucaristia. Tutta questa simbologia è tutta nuova, dovuta ai poli liturgici. “

Queste sono le principali trasformazioni che i fedeli di Stornara assisteranno durante la celebrazione, attraverso le due modalità adottate, seguendo le norme Covid -19 vigenti: o in diretta su Teledehon, canale 518 (HD) o il 18, oppure facendo parte di quel numero contingentato che parteciperà alla cerimonia. Alla dedicazione saranno presenti anche le autorità locali, il sindaco Calamita, il Vescovo Don Luigi Renna e tutti i responsabili dei vari gruppi parrocchiali.

Salvatore Cuccia





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