Fu aggredito in discoteca a Foggia: muore cerignolano dopo 7 mesi di coma


Si è spento questa mattina, intorno alle 4:00, il cerignolano Donato Monopoli, 25 anni, aggredito ad ottobre scorso all’esterno di una discoteca di Foggia, in via Trinitapoli e una serata di svago si è trasformata in tragedia. Per sette mesi il giovane è stato in coma, ma questa mattina non ce l’ha fatta.

La dinamica. Due ragazzi che ballano in discoteca, le loro spalle si urtano più volte. Volano parole grosse, poi il litigio degenera in aggressione. Partono calci e pugni. Un ragazzo finisce per terra dove – secondo un testimone – continua ad essere preso a calci da due giovani, poi fermati. La vittima dell’aggressione è un ragazzo di 25 anni di Cerignola aggredito nella notte tra venerdì e sabato scorsi nella discoteca di via Trinitapoli, alla periferia di Foggia. E’ ricoverato in coma farmacologico nell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo (Foggia). Ha un forte trauma cranico e ieri è stato sottoposto ad un delicato intervento chirurgico per fermare l’emorragia cerebrale. Nella rissa un altro giovane cerignolano è rimasto ferito. Per lui, fortunatamente, nulla di grave: i sanitari degli Ospedali Riuniti di Foggia gli hanno medicato qualche contusione giudicandolo guaribile in dieci giorni.



I fermati. I carabinieri qualche ora dopo l’aggressione hanno fermato i due presunti responsabili: Francesco Stallone, di 24 anni, e Michele Verderosa, di 25, entrambi foggiani. Sono accusati di lesioni gravissime. Dopo un giorno e mezzo trascorso dietro le sbarre, oggi i due ragazzi sono comparsi davanti al Gip del tribunale di Foggia, Roberto Scillitani, che ha disposto per loro gli arresti domiciliari. Il giudice non ha convalidato il fermo per mancanza del pericolo di fuga, ma ha ritenuto sussistenti i gravi indizi di colpevolezza e le esigenze cautelari. Futili i motivi alla base dello scontro. I carabinieri parlano di qualche spintone di troppo mentre si ballava. Ricostruzione che coincide con le dichiarazioni rese da un testimone e dall’altro giovane rimasto lievemente ferito. Dopo l’urto spalla-spalla, tra i due indagati e il gruppo di giovani cerignolani sarebbero prima volate parole grosse, poi il litigio sarebbe degenerato.

La versione degli indagati. I due arrestati davanti al gip si sono dichiarati innocenti. Secondo la loro versione dei fatti, Michele Verderosa ha urtato in pista il 25enne. Dopo le scuse, l’indagato – a suo dire – è stato accerchiato e picchiato da alcuni amici della vittima. In aiuto è accorso Francesco Stallone. Anche quest’ultimo avrebbe rimediato qualche colpo. Mentre il testimone e l’altra vittima dell’aggressione hanno dichiarato che Verderosa e Stallone avrebbero continuato a colpire con calci e pugni il 25enne anche quando quest’ultimo era riverso per terra, ormai privo di sensi. (La Gazzetta del Mezzogiorno).



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Mario

Non vi è dubbio che siamo di fronte ad un omicidio con l’aggravante dei futili motivi. Ora ci aspetta giustizia per la povera vittima uccisa dalla brutalità di due balordi

Senza parole

Farei un passo indietro rispetto al tuo commento: indipendentemente da come saranno giudicati…..ma dove stiamo vivendo? Ma cosa sta diventando la nostra terra? C’è degrado in ogni settore. Degrado anche morale

Mario

Ma quale passo indietro? Non ce ne usciamo ora con argomentazioni socio-pedagogiche. Qui la responsabilità penale è del tutto individuale. Se quei due sono persone normali erano sicuramente consapevoli che, continuando a colpire con calci e pugni una persona sdraiata a terra e svenuta, avrebbero potuto ammazzarla. Se invece sono due dementi, allora il fatto è ancor più grave perché sono un pericolo pubblico e andrebbero rinchiusi a vita.

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