Ecco su cosa la Commissione d’accesso vuol vederci chiaro

Atti della giunta e del consiglio comunale dal 2015 ad oggi, determine dei dirigenti e mandati di pagamento, licenze rilasciate dal settore commerciale , concessioni edilizie. Sono questi alcuni dei documenti che la Commissione d’accesso ha richiesto al comune di Cerignola per valutare la sussistenza di un condizionamento mafioso nelle scelte e quindi negli appalti.

La lente degli inquirenti si posa anche assunzioni, sulle consulenze o sulle collaborazioni intercorse con l’ente pubblico. Attenzione ricade anche sulle ordinanze urgenti, comprese quelle sulla società dei rifiuti SIA srl, oggi sull’orlo del baratro, e sull’emergenza che lo scorso luglio ha interessato la città, letteralmente subissata di immondizia nonostante le diffide regionali. Inoltre sarà censito anche il patrimonio immobiliare di cerignola, e vi sarà un focus sulle concessioni demaniali. Il periodo di interesse è 2015-2019.

L’ombra della mafia su Cerignoal si è abbattuta anche nel 2017, quando alla coop Cerignola progresso, vicina ad un consigliere comunale di maggioranza, fu revocato l’appalto- su interdittiva antimafia- della gestione della villa comunale. A poche ore dal provvedimento due uomini, successivamnte arrestati, appiccarono un rogo al bar del parco urbano, che rappresentava il vero piatto forte di quel bando comunale.

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