L’escort Mangiacapra: “”Così è saltata la ‘promozione’ di Renna””

Nominato il nuovo vescovo dell’Arcidiocesi Manfredonia- San Giovanni Rotondo-Vieste, si riapre indirettamente il caso Candela sollevato dall’escort Francesco Mangiacapra, che l’estate scorsa ha condotto una battaglia di verità  dopo la pubblicazione delle foto hard di un sacerdote della diocesi Cerignola-Ascoli Satriano.

A seguito della morte dell’arcivescovo Michele Castoro, Renna era diventato “”reggente”” dell’arcidiocesi di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo: “”è prassi consolidata che la reggenza di arcidiocesi particolarmente importanti, venga affidata a pastori che abbiano una comprovata esperienza, come quella di Mons. Renna, al quale non a caso era stata affidata l’amministrazione temporanea, che in molti casi è l’anticamera della nomina ad Arcivescovo; pertanto la nomina di Mons. Renna, seppur non automatica, sarebbe stato certamente il passo successivo, atteso dai più attenti e – probabilmente – dallo stesso Vescovo””, spiega l’escort Mangiacapra.

Della “”promozione”” di Renna si vociferava già  dalla scorsa estate: “”Altro indizio che ci aveva persuaso dell’imminente trasferimento dal sapore di promozione per Mons. Luigi Renna, era stato il conferimento della Cittadinanza Onoraria di Ascoli Satriano che, di norma, si riserva ai Vescovi uscenti. E, non a caso, di questa nomina si vociferava già  all’inizio dell’estate 2018 – momento in cui tutti già  attendevano la designazione del nuovo Arcivescovo per il cinquantesimo anniversario della morte di Padre Pio – poco prima che fortuitamente scoppiasse lo scandalo delle foto compromettenti che ritraevano don Michele de Nittis nella casa canonica della parrocchia di Candela””, annota Mangiacapra.

Della “”nomina saltata””, Mangiacapra traccia un’ipotesi: “”Lo scandalo di Candela non arrivava esattamente nel momento più propizio: proprio relativamente allo scandalo, la tattica adottata da Mons. Renna per attutire i danni si era concretizzata in un suo ormai noto invito al silenzio. Certamente non sappiamo quanto abbia effettivamente influito nella valutazione di questa strategia l’ambizione all’avanzamento di carriera da parte di Mons. Renna, che solo in un momento successivo aveva deciso di prendere una posizione più netta rispetto all’iniziale invito a tacere rivolto ai fedeli””.

Infine la stoccata: “”Tutto ciò che sappiamo è che la nomina da parte del Papa per l’importante Arcidiocesi pugliese – a cui qualunque Vescovo avrebbe ambìto – si è orientata verso una persona umile quale Padre Franco Moscone, che forse potrebbe rappresentare uno smacco per Mons. Renna. Il nuovo Arcivescovo appartiene sicuramente a quella schiera di prelati che, come si intuisce dalla rinnovata politica di Papa Francesco, non ambivano ai vertici ma che sono stati premiati per la loro indole di buon pastore e che si differenziano da quelli che, invece, a tutti i costi hanno inseguito la carriera con profonda ambizione. Non possiamo sapere a quale delle due categorie Mons. Renna appartenga ma- incalza l’escort- siamo sicuri che adesso, senza trasferimenti in vista, il Vescovo avrà  più tempo per concentrarsi sulla cura delle anime, dando voce a tutte quelle persone che nei mesi addietro hanno preferito rivolgersi al sottoscritto e alla stampa, trovando evidentemente orecchie sorde altrove””.

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