Stangata TARI: a Carapelle riduzione degli stipendi, a Cerignola no

In questi giorni l’aumento della TARI sta colpendo le famiglie cerignolane. Le poche che pagheranno – visto che l’evasione impunita tocca livelli altissimi – dovranno aumentare del 36% l’ultima bolletta, che a sua volta era stata ritoccata del +19%.

Il tutto grazie a Franco Metta, alla sua giunta, alla maggioranza e a chi, come il centrosinistra, pur potendo porre fine alla sua amministraziome, a luglio scorso, proprio nel giorno in cui si votò l’aumento della TARI, al posto di presentarsi compatto e votare contro il bilancio, si presentò con un uomo in meno, Mario Rendine, permettendo di fatto a Metta non solo di poter continuare a governare, ma di aumentare in maniera spropositata le tasse sui rifiuti.

Adesso si paventa la soluzione di una class action. I tempi sono lunghi, ma non per questo può essere una mossa intempestiva. Nel frattempo Carapelle si ritrova nellastessa identica situazione. Aumenti spropositati. MA gli uomini e i politici sono diversi. Di certo migliori a Carapelle, dove sindaco e giunta si sono tagliati lo stipendio e hanno tamponato l’emergenza ambientale.

“”Abbiamo visto che la situazione ambientale era drammatica e abbiamo dato un segnale concreto””, ha spiegato il neo sindaco Umberto DI Michele.

A Cerignola, invece, il sindaco Franco Metta (che ha lo stipendio sequestrato e pignorato per i suoi noti problemi con la legge) non ci pensa nemmeno a decuratre lo stipendio ai suoi. Pagano i cittadini, perchè mai la giunta dovrebbe tagliarsi lo stipendio?

Perchè mai Pezzano, Morra, Petruzzelli, Dercole, Bufano e Mininni dovrebbero dare un buon esempio? La mazzata tocca ai cittadini, mica ai politici che hanno affossato SIA buttando il Consorzio al macero.

0 0 vote
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Marchiodoc.it ®
0
Commenta questo articolox
()
x