Caso Rendine, adesso l’area Orlando prende le distanze e chiede chiarezza

La mancata partecipazione del consigliere Rendine all’ultima assise comunale, che nei fatti ha consentito a Franco Metta di proseguire la sua esperienza amministrativa a Palazzo di Città  nonostante una maggioranza in gravi difficoltà , ha aperto una riflessione in casa Partito Democratico. Mentre la segretaria Sabina Di Tommaso prova a gettare acqua sul fuoco, è l’area Orlando a prendere le distanze dal consigliere della lista Sgarro sindaco.

La segreteria Pd, alla luce del salvataggio operato in consiglio comunale, prova ad addrizzare il tiro: “”L’unica strada percorribile è che i sette consiglieri del centro-sinistra (Daniele Dalessandro, Teresa Cicolella e Maria Dibisceglia della lista PD; Mario Rendine e Annamaria Mirra della lista Sgarro Sindaco; Marcello Moccia della lista Emiliano; Tommaso Sgarro), i tre di centro-destra (Paolo Vitullo, Natale Curiello e Antonio Bonavita), la consigliera Teresa Lapiccirella, ed i due consiglieri di maggioranza che si sono dichiarati indipendenti, Vincenzo Specchio ed Antonio Novelli, si presentino dal notaio e firmino per porre fine a questa pessima esperienza amministrativa””. Di certo però la tenuta della coalizione del centrosinistra – proprio come quella della maggioranza civica – non è delle migliori. Perchà© esiste un’ambiguità  di fondo tra i consiglieri in quota PD e quelli appartenenti alle liste collegate e nell’ultimo consiglio comunale il caos generato dai satelliti ha provocato le ire dell’area Orlando. Durissimo il commento di Franco Palumbo, membro di segreteria.

“”Si è trattata di una grave sconfitta politica per il centrosinistra. Ciò che è successo in consiglio comunale è la naturale conseguenza della mancanza di chiarezza all’interno del PD e del centrosinistra. Non c’è chiarezza su obiettivi e procedure e non c’è più un collante, perchà© qualcuno – rimarca Palumbo- vive ancora come se fossimo in campagna congressuale, che pure è terminata un anno fa. Per questo nell’ultimo consiglio i cittadini non hanno potuto capire cosa in realtà  volesse comunicare il centrosinistra””.
Poi, sul caso Rendine, la posizione degli orlandiani è chiara: “”Personalmente non mi sarei mai assentato ad un consiglio comunale del genere, ma c’è da dire, a proposito di chiarezza, che il consigliere Rendine non fa parte della lista PD ed oggi il PD sta scontando responsabilità  che arrivano da altri gruppi che non rispondono al PD. Il partito non può farsi carico di situazioni a noi estranee””, aggiunge Palumbo rimbalzando sulle civiche collegate al PD la responsabilità  del mantenimento in vita dell’amministrazione Metta. “”Non mettiamo in dubbio la gestione della vita dei singoli consiglieri, ma devono assumersene piena responsabilità  in maniera individuale e non può esserci uno scarico di colpe sul Partito Democratico””.

Sullo sfondo ci sono i prossimi appuntamenti elettorali e una fase congressuale mai terminata, che ha spaccato in due tronconi la compagine di centrosinistra, che prima del consiglio comunale si era riunita sul palco per sferrare un evanescente attacco a Metta prima di consentirgli di continuare la consiliatura.

Michele Cirulli

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