Il futuro premier? Potrebbe essere Conte, dal sangue cerignolano

In queste ore, tra i papabili alla guida del Paese in un ipotetico governo tra Lega e Movimento 5 Stelle, si fa il nome di Giuseppe Conte: 54enne, giurista, nato a Volturara, nell’entroterra foggiano, Conte potrebbe diventare l’uomo su cui Luigi Di Maio e Matteo Salvini potrebbero trovare una convergenza.

Ed una piccola soddisfazione, se tutto dovesse andare per il meglio, potrebbe andare anche a Cerignola, considerato il sangue cerignolano di Conte (per parte di padre).

Curriculum di tutto rispetto per colui che era stato già  indicato alla guida di un possibile ministero alla pubblica amministrazione pentastellato per sburocratizzare la macchina amministrativa. “”Dopo la laurea in Legge alla Sapienza di Roma, è stato borsista del Cnr e poi ha “”perfezionato”” gli studi giuridici nelle facoltà  più in vista del mondo occidentale: da Yale alla Sorbonne, Dalla Duquesne a Cambridge, dall’International Kulture Institute di Vienna alla New York University.
Con un percorso di questo tipo – scrive Repubblica- non poteva che diventare professore universitario: attualmente insegna a Firenze e alla Luiss di Roma come docente di Diritto privato. Oltre a essere avvocato patrocinante in Cassazione, condirettore della collana Laterza dedicata ai “”Maestri dei diritto”” e componente della commissione cultura di Confindustria. Ma è anche esperto di “”gestione di grandi imprese in crisi””, il che sarà  utile nelle vicende come Ilva o Alitalia””.

Giuseppe Conte è figlio di Nicola, quest’ultimo nato e cresciuto a Cerignola (Fg) e che da segretario comunale ha girato diversi comuni della Capitanata. Quando l’aspirante premier aveva solo 4 anni, Nicola lo ha portato con sà© e con il resto della famiglia a Candela, per poi trasferirsi stabilmente a San Giovanni Rotondo.

Se Conte dovesse farcela, un po’ di Cerignola sarebbe nel cuore pulsante della democrazia. Ad andarci vicino fu Pinuccio Tatarella, che ai tempi del governo Berlusconi occupò la postazione di vicepremier.

Sul nome del giurista dal sangue ofantino si stanno spendendo in tanti, ma sulla sua leadership chiaramente dovrà  esserci il placet congiunto di Di Maio e di Salvini, che proprio in queste ore hanno chiesto ulteriore tempo al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per trovare una quadra sui programmi e sul famigerato “”contratto”” di governo.
Michele Cirulli

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