Esposto all’ANAC: “”ASECO non può entrare in Sia””. E il percolato arriva alle falde

Ricorso all’Agenzia Nazionale Anti Corruzione contro l’ordinanza 1/2017 del presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, che ha aperto la strada all’ingresso di Aseco in SIA srl. A richiedere il parere del presidente Raffaele Cantone sono stati Antonio Giannatempo, ex sindaco di Cerignola, e Michele Lamacchia, ex sindaco di San Ferdinando di Puglia.

“”L’esposto è contro l’ordinanza regionale 1/2017 con cui si è spianata la strada ad Aseco Srl nell’esecuzione dell’Aia 66/2014 per gli impianti gestiti da Sia Srl. Quattro le motivazioni dell’atto: 1 perchè non c’era contingenza ed urgenza; perchè Aseco – spiega Giannatempo – non può essere società  in house; perchè Aseco non si occupa di impiantistica e rifiuti; ed infine perchè l’ordinanza sebbene preveda effetti di 6 mesi prescrive accordi tra Aseco, Sia e Consorzio Fg 4 per tutto quanto verrà  dopo””.
In settimana Metta aveva pesantemente offeso il suo predecessore con frasi irripetibili, accusandolo di aver lasciato pochi soldi in cassa: “”Sui debiti che il sindaco di Cerignola dice di aver trovato nel bilancio della gestione rifiuti, dice falsità : ricordo ben 9 milioni (4 vincolati) di avanzo di amministrazione consegnati al commissario che ha lasciato a lui il testimone. Invece di registrare offese e monologhi – replica Giannatempo- lo invito al confronto con tutti i sindaci, per salvare la Sia, nell’interesse dei Comuni e dei lavoratori. Io stesso aspetto il sindaco di Cerignola per un pubblico dibattito””. Invito chiaramente disatteso dall’attuale primo cittadino, che continua a mostrare ritrosia al contraddittorio.

In SIA e nel consorzio si sta lavorando ad una ristrutturazione: “”L’impianto di biocelle entrerà  in funzione a breve. Occorre il personale per utilizzarlo. La soluzione ammissibile è solamente, esclusivamente, nicamente quella del distacco del personale da Sia a Aseco. Distacco. Mai licenziamento. Escluso licenziamento. Solo unicamente distacco””, promette Franco Metta sulla possibilità  dell’attivazione dell’impianto di biostabilizzazione e dopo aver ritirato le dimissioni da presidente come da richiesta dell’assemblea dei sindaci.

Ma su SIA, il pericolo prima di tutto è ambientale: “”Non aver dato seguito all’AIA 66/2014 sugli impianti non solo sta facendo fallire la Sia Srl, ha creato disservizi nella raccolta e ha fatto schizzare del 18% la Tari: sta creando un “”gravissimo danno ambientale”” col percolato ben 12 metri oltre il livello consentito, inquinando inesorabilmente le falde acquifere. Questo il sindaco non lo dice, eppure è scritto dal Noe ed in un verbale dell’Ager, l’agenzia regionale dei rifiuti, presieduta da Gianfranco Grandaliano””, è l’accusa di Gianvito Casarella di Fratelli di Italia. “”A poco importa se frattanto cambierà  il cda di Sia e lui tornerà  in sella al Consorzio dopo le dimissioni-farsa. Avrebbe dovuto dimettersi anche da sindaco, giacchè il peccato originale è quel “”no”” al VI lotto con cui vinse le elezioni nel 2015″”, conclude il meloniano. Per bonificare servirebbero 250mila euro, che la Sia non ha. E nà© la sottoscrizione del contratto di servizio potrebbe risolvere la situazione liquidità : come detto dall’amministratore Iungo, SIA potrebbe comunque rispettare i contratti.

Michele Cirulli

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