Denunciate le Confraternite: “”Interruzione di pubblico servizio””

Sulla gestione delle lampade votive non c’è soltanto il ricorso straordinario al Presidente della Repubblica presentato dalle Confraternite contro la Gecoci ed il comune di Cerignola, ma in corso vi sarebbe anche una denuncia per interruzione di pubblico servizio dopo che le Confraternite hanno spento le lampade in attesa che si esprima la magistratura.

Così i carabinieri, sul finire della settimana, si sono recati presso il cimitero per le rilevazioni e per la stesura dei verbali.

Tra la società  di progetto Gecoci e le associazioni religiose ormai sono saltate tutte le mediazioni, dal momento che entrambi gli enti ritengono di essere gli unici a poter gestire le lampade votive, per un ricavo annuo di circa 300 mila euro. La vicenda è travagliata e parte da lontano con il project financing vinto dalla Sceap di Andria nell’epoca di Giannatempo sindaco e successivamente tutti gli atti sono passati alla amministrazione Metta.
Quest’ultimo, a gennaio, con una delibera poi revocata aveva affidato alle Confraternite la gestione del servizio, salvo poi incassare un ricorso al TAR da parte della Gecoci e ritirare la deliberazione. Le confraternite hanno cercato di concretizzare un vecchio progetto, quello dei pannelli fotovoltaici sulle tombe, che avrebbe dovuto vedere la luce grazie ad una società  di Candela. Quel disegno, però, è stato rigettato dall’ufficio tecnico del comune di Cerignola.

Ad oggi, dunque, sia il privato che per 25 anni gestirà  la parte vecchia e nuova del cimitero, sia le Confraternite sostengono di essere in possesso di documentazioni che certificherebbero la bontà  delle proprie azioni (legali e non) e soprattutto la titolarità  sul servizio lampade votive. Si rompe quel feeling, tra l’altro, che dalla campagna elettorale del 2015 ha legato Metta e le Confraternite, con il coordinatore delle associazioni religiose, Gerardo Leone, che non aveva fatto mancare la sua candidatura nella lista “”I cattolici””, a sostegno proprio del sindaco civico, in quel sodalizio ispirato dall’ex vescovo Felice Di Molfetta.

Sabato mattina, infatti, le Confraternite non solo hanno invitato gli utenti a non versare la quota di 31.50 euro per le lampade, ma hanno inoltre mandato in blackout tutte le tombe: la circostanza è stata quindi presentata alle forze dell’ordine con una denuncia – da parte di Gecoci- per interruzione di pubblico servizio.
Non è da escludere che l’avvocato che difende le Confraternite, Chiara Caggiano, possa a sua volta denunciare la ditta privata. Nel terremoto che si sta abbattendo sul cimitero gli utenti continuano a rimanere spiazzati, anche perchà© la ditta privata di Andria che si è aggiudicata il project financing con un avviso ha invitato i possessori di tombe a versare la canonica quota, tra l’altro ritoccata al rialzo di 8 euro come da piano economico finanziario regolarmente presentato agli uffici comunali all’atto della vittoria del bando. I nervi, anche sul cimitero, così come sull’Agrario, iniziano a diventare tesi.

Michele Cirulli

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