Black out al cimitero, le Confraternite attaccano. Metta replica

Le Confraternite di Cerignola si oppongono all’aumento del costo delle lampade votive in relazione all’anno in corso. Ed è per questo che la guerra a distanza tra le associazioni dei fedeli e la Gecoci – che ha in concessione la manutenzione dell’intero cimitero- continua.

Il punto di non ritorno è stato toccato quando la ditta ed il Comune si sono opposti al progetto col quale le Confraternite avrebbero voluto installare pannelli fotovoltaici sulle tombe di loro proprietà , gestendone parte degli utili. I privati, che hanno vinto il bando con un progetto di finanza, nel piano economico finanziario presentato al Comune, hanno invece sottolineato come quegli introiti, pari a 300 mila euro, rientrassero negli accordi sottoscritti.
Mentre tutto verrà  giudicato in tribunale, gli utenti rimangono spiazzati: la Gecoci invita a pagare la tassa da 31.50 euro (aumentata di quasi 10 euro rispetto alla passata gestione), mentre le Confraternite invitano a sospendere ogni corresponsione in attesa del giudizio.

“”Le Confraternite avevano chiesto l’autorizzazione a realizzare impianti fotovoltaici sulle tombe confraternali. Tale autorizzazione veniva immotivatamente negata. Siamo stati costretti ad adire le vie legali per il riconoscimento del suddetto diritto. La Gecoci, che ha in concessione la manutenzione di tutto il cimitero, con arroganza, ha invitato i cittadini a versare la somma di 31.50 e pertanto ci vediamo costretti, nostro malgrado, a spegnere tutte le lampade votive delle tombe confraternali””, spiega in una nota il Coordinamento delle Confraternite di Cerignola.

A nulla sono valsi degli incontri interlocutori per cercare di trovare una soluzione ed una mediazione, visto che come condizione da parte della Gecoci vi sarebbe stata “”la conferma della tariffa vigente nell’ambito delle tombe confraternali””.

Il Coordinamento incalza su aspetti più tecnici: “”Occorre verificare la rispondenza dell’impianto elettrico alle normative vigenti”” e quindi tutte le operazioni risultano sospese visto che “”la gestione delle lampade votive è oggetto di contenzioso””.

“”Provvederemo ad installare una sola lampada perpetua, in ogni tomba, in suffragio di tutti i defunti, per il che chiederemo alla GECOCI, titolare attualmente della fornitura elettrica, di quantificare il consumo ed il costo dell’allaccio della luce delle singole navate””, si legge nella nota. Dunque, come gli utenti onoreranno il ricordo dei loro defunti, stando così le cose? “”I cittadini potranno, fino a nuova determinazione, dotare le tombe dei propri defunti di sistemi alternativi e autonomi di illuminazione votiva””, specificano le Confraternite, che hanno iniziato una vera e propria di “”boicottaggio”” alla ditta privata.

“”Si rinnova pertanto l’invito a non versare le somme alla Gecoci srl poichà© in attesa della verifica degli impianti nemmeno la società  può erogare il servizio””, concludono i confratelli.
La replica di Metta. “”La Nostra amministrazione, con Delibera di Giunta Comunale del 12 gennaio 2018, concedeva alle Confraternite di espletare il servizio di gestione di lampade votive per il triennio 2018/2020, in prosecuzione a quanto già  effettuato nel triennio precedente, e lasciando la possibilità  alle Confraternite di continuare a praticare la tariffa precedente di € 26,00. La società  GE.CO.GI. ha contestato la Delibera del Comune di Cerignola ritenendo che la gestione del servizio fosse di sua competenza””. Così il sindaco di Cerignola Franco Metta spiega la posizione del comune sulla grana “”lampade votive”” che contrappone Gecoci e Confraternite. Queste ultime, dice Metta, “”non hanno ritenuto di effettuare la prosecuzione del servizio alle condizioni preesistenti, proponendo ricorso straordinario al Presidente della Repubblica al fine di ottenere l’autorizzazione all’installazione di pannelli fotovoltaici per la completa autonomia nella gestione elettrica e delle lampade votive all’interno delle tombe””. Condizione che avrebbe indotto la giunta a revocare la concessione. “”In qualità  di Sindaco di Cerignola mi sono fatto promotore di una composizione bonaria tra le Confraternite e la GE.CO.GI, al fine di tutelare gli interessi dei cittadini. Devo sottolineare – conclude Metta – che gli tutti gli impianti elettrici devono rispettare la normativa vigente, con particolare riguardo alla sicurezza degli utenti, e a tali adempimenti le Confraternite sono state formalmente invitate per effettuare una necessaria verifica””.

“”La decisione di staccare l’alimentazione di energia elettrica per adeguare gli impianti è, pertanto, consequenziale alla verifica e all’adeguamento obbligatorio prescritto dalle norme in materia. Tutti gli utenti comunali e privati del Cimitero pagano già  da due anni una tariffa di € 31.50, a seguito di decisione assunta in vigenza della precedente Amministrazione. Le polemiche sono solamente strumentali””, chiosa il sindaco che sottolinea come “”le decisioni autonome delle Confraternite da una parte, e della Società  GECOGI dall’altra, sono da considerarsi nella autonomia di determinazione delle stesse, esterne ed indipendenti rispetto alle competenze dell’Amministrazione Comunale.
Michele Cirulli

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