Lampade votive, è guerra aperta tra Confraternite e Gecoci

La controversia sulle lampade votive può essere spiegata dai due avvisi che campeggiano in queste ore al cimitero. Il primo, a firma della ditta Gecoci che ha vinto l’appalto di gestione e ampliamento, invita a pagare il canone da 31.50 euro presso gli uffici preposti; il secondo, posizionato appena sotto e a firma delle confraternite, invita a non pagare la somma.

E lo scontro, inevitabilmente, inizia a generare confusione tra i cittadini, almeno fino a quando – nelle sedi giudiziarie- non sarà  risolta la vicenda.

Ad ottobre 2017, due mesi prima che scadesse la concessione comunale triennale, le Confraternite hanno comunicato l’inizio dei lavori per l’installazione dei pannelli fotovoltaici sulle tombe di loro proprietà . Contestualmente, però, la Gegoci, forte del contratto già  sottoscritto col Comune, ha rifiutato ogni intervento poichà© proprio nel progetto di finanza rientrava anche la gestione delle lampade votive, per un introito di circa 300 mila euro, e che ora le Confraternite vorrebbero per loro.

Entrambe le parti, dunque, con relative documentazioni, hanno ritenuto proprio diritto la gestione delle lampade votive, tanto che le Confraternite, attraverso l’avvocato Caggiano, hanno preannunciato ricorso contro la Gecoci.

Il tutto si inserisce nei lavori di ampliamento del cimitero di Cerignola, processo avviato con la passata amministrazione Giannatempo ed ora prosegue con l’attuale amministrazione Metta. Fino alla sottoscrizione del contratto, datata al 2015, il servizio lampade votive veniva svolto dalle Confraternite, presso le quali gli utenti hanno versato una quota di 23.60 euro annuali, contro i 31.50 euro attuali dopo che il privato ha incassato il progetto di finanza. Una parte del canone veniva stornato a favore delle Confraternite, come obolo della prestazione del servizio di riscossione, e un’altra parte rientrava nelle casse comunali. Col progetto di finanza in corso, però, i costi – come da piano economico finanziario presentato presso gli uffici comunali- sono lievitati. E a ciò si aggiunge il caos nato intorno alla gestione delle lampade votive, che diventa caso politico.

“”Il Comune e la Ge.Co.Ci hanno diffidato le Confraternite a non iniziare i lavori di installazione dei pannelli fotovoltaici. Il versamento dovrà  essere effettuato non più alle Confraternite ma esclusivamente e direttamente alla Ge.Co.Ci, esautorando e facendo fuori totalmente le Confraternite, fino a prova contraria proprietarie degli impianti elettrici. La cosa – commenta Teresa Cicolella del PD – assume un aspetto ancor più grave se si pensa che l’invito a pagare vale anche per i cittadini di quelle tombe oggetto di contenzioso legale. Dopo che il semplice allaccio elettrico è passato da 4,50€ a 37,50€ e l’esumazione da 100€ a 225€, ora tocca alla questione lampade votive. Un modo per vessare, dopo le multe a pioggia, ulteriormente i cittadini. E’ ormai evidente come Metta tra i cittadini e i poteri forti scelga sempre i poteri forti come la Ge.Co.Ci, società  di riferimento dei fratelli Santoro, a loro volta legati alla Golden Planning, la società  incaricata di costruire il Palazzetto dello Sport sui terreni dell’Istituto Agrario””. La società , da parte sua, fa sapere di essere pronta ad una soluzione transattiva con le Confraternite.

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