Lettere in Curia, ma quale privacy? Renna sapeva tutto dal giorno prima

Ha creato molto scalpore la lettera che il vescovo mons. Luigi Renna ha inviato ai sacerdoti rimproverandoli per gli atteggiamenti non consoni al vivere la comunità  ecclesiale: nella missiva Renna ha contestato la disattenzione nei momenti religiosi in favore degli smartphone, la diserzione degli appuntamenti spirituali, la mancata corresponsione delle offerte dei fedeli agli uffici diocesani.

Il vescovo ha poi invocato la privacy, ma La Gazzetta del Mezzogiorno e Marchiodoc.it– già  il giorno prima della pubblicazione del pezzo “”incriminato””- lo avevano informato sull’articolo in stesura, invitandolo a esprimere un proprio parere, che da parte sua ha ritenuto di non rilasciare in una telefonata cordiale e affabile, salvo poi cadere dal pero l’indomani e sostenendo che lo scritto sarebbe “”una violazione della privacy che una istituzione come la Curia deve avere”” e che il pezzo sarebbe “”lesivo della verità  di quel messaggio ai preti””. Contenuto, invece, che questa testata conferma in toto come fedele, precisa e pedissequa sintesi delle tre pagine con cui Renna ha bacchettato i sacerdoti.

E poi c’è la questione relativa alle collette mancate, quelle “”obbligatorie”” in Curia, che provengono dalle donazioni dei fedeli per poi essere messe a disposizione della collettività  della diocesi, ma che alcuni “”furbetti”” preferiscono non versare: “”Non una somma simbolica o forfettaria, ma reale, che sia il frutto dell’educazione del popolo di Dio. C’è chi non ha versato nulla: forse non conosco la generosità  della nostra gente? Chi ci dà  il diritto di sottrarre per la parrocchia quanto il popolo di Dio dà  con retta intenzione?””, è stato il duro monito del vescovo.

Ed è questo il punto della determinata reprimenda di Renna che ha creato maggiore chiacchiericcio e smarrimento nei cattolici. Renna lo scrive a chiare lettere: “”forse non conosco la generosità  della nostra gente?””. Gli ultimi dati disponibili riguardanti le offerte dei fedeli in chiesa risalgono al 2015: i credenti hanno affidato i propri beni o averi alla Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano per un importo pari a 12.668 euro, diventando la prima Curia più generosa di Puglia.

E poi dogmi infranti (conviventi come padrini), provocazioni tra sacerdoti, impegni “”dismessi”” last minute e tutto ciò che Renna ha scritto e la Gazzetta, senza violare alcuna privacy, ha riportato e messo a disposizione dei lettori e dei fedeli, che al contrario qualcuno ha aizzato in maniera volgare e sguaiata contro i giornali.

Michele Cirulli

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