Il vescovo bacchetta i sacerdoti “”indisciplinati””: “”Sono dispiaciuto””

Sacerdoti che non salutano, provocazioni tra presbiteri, parroci che usano il cellulare durante le preghiere, appuntamenti disdetti all’ultimo minuto, “”ignoranze colpevoli”” della parola di Dio e offerte dei fedeli non riversate nelle casse della Curia.

Quando monsignor Luigi Renna ha messo piede per la prima volta nella diocesi Cerignola-Ascoli Satriano ha subito capito che quella sarebbe stata “”una realtà  complicata””. E a renderla particolarmente frizzante non solo il clima dilaniato nella Curia, dopo l’ultima e non indolore parentesi dell’ex vescovo Felice Di Molfetta, ma anche perchà© il mondo dei sacerdoti era ed è ormai sfilacciato.
Tanto che oggi è proprio Renna a scrivere ai diaconi e ai presbiteri con una dura reprimenda, bacchettandoli per l’indisciplina e per l’applicazione fai da te dei precetti della Chiesa con interpretazioni “”gravi””.

“”Vorrei farvi tante raccomandazioni, anche qualche rimprovero, che forse vi aspettate perchà© qualche comportamento scorretto venga richiamato. Ma non cedo all’ira, bensì – scrive Renna in una lettera rivolta a tutti i preti- solo al dispiacere di avere visto pochi gesti di riconciliazione e molti di provocazione, di aver osservato pigrizia in alcuni impegni e non amore al sacrificio””.

“”Alle celebrazioni e alle processioni comunitarie””, scrive il vescovo, “”siamo tutti tenuti a partecipare. Si arriva puntuali e si va via alla fine, salutando in maniera educata i confratelli ed il vescovo””. E soprattutto alla catechesi cittadine bisogna partecipare “”senza lasciarsi distrarre dal cellulare, che va spento all’inizio degli interventi””. Ma l’episodio che ha mandato su tutte le furie il vescovo è stato in concomitanza con la nomina di don Antonio Mottola a vicario generale: “”Chiedo scusa a nomi di tutti al vicario per l’assenza di molti al pranzo che ha voluto offrirci: don Tonino voleva farci una sorpresa, ma si è trovato davanti a numerose assenze, di chi ha preso impegni che forse si potevano contemperare con l’appuntamento mensile di preghiera e di fraternità . Il giorno del ritiro non si prendono appuntamenti, mai””, precisa perentorio Renna.
E poi le collette mancate, quelle “”obbligatorie”” in Curia, che provengono dalle donazioni dei fedeli per poi essere messe a disposizione della collettività  della diocesi, ma che alcuni “”furbetti”” preferiscono non versare: “”Non una somma simbolica o forfettaria, ma reale, che sia il frutto dell’educazione del popolo di Dio. C’è chi non ha versato nulla: forse non conosco la generosità  della nostra gente? Chi ci dà  il diritto di sottrarre per la parrocchia quanto il popolo di Dio dà  con retta intenzione?””, è il duro monito del vescovo.
Ma non è tutto, perchà© Renna bacchetta i pochi “”ribelli”” anche sull’applicazione dei dogmi: “”Un’altra cosa molto grave che devo richiamare riguarda l’ammissione dei conviventi alla Confermazione, scelta che ingenera confusione nella loro coscienza (cosa è peccato e cosa non lo è. Una ignoranza di queste verità  nel presbitero è colpevole””, sottolinea il vescovo della Diocesi Cerignola-Ascoli Satriano. Che conclude con un augurio: “”Ognuno da queste parole prenda quello che lo riguarda, tutti ricavino sollecitudine e motivo di preghiera per il nostro presbiterio””, scrive Renna nella lettera ai sacerdoti e diaconi.

Michele Cirulli

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