A 7 anni dalla scomparsa di Alessia e Livia è ancora mistero

“”Le ho uccise””. E ancora: “”Le bambine riposano in pace, non hanno sofferto. Non le rivedrai più””. Sono questi gli ultimi messaggi, scritti in una lettera, che Matthias Schepp inviò a sua moglie, Irina Lucidi, per spiegarle quale fine avessero fatto le gemelline Alessia e Livia. Che le bimbe siano effettivamente morte non c’è ancora alcun riscontro oggettivo, ma a sette anni dalla scomparsa di Alessia e Livia quella dell’uccisione rimane la tesi più accreditata.

A fine gennaio 2011 Matthias Schepp, ingegnere presso la Philip Morris, proprio come sua moglie che nella medesima azienda lavorava nell’ufficio legale, prelevò le sue figlie per poi iniziare un folle viaggio che toccò tre nazioni. La storia di Irina e Matthias andava verso il capolinea ed erano in procinto di divorziare: la donna aveva già  intrapreso il percorso burocratico per interrompere il matrimonio. Circostanza, quest’ultima, che Matthias non aveva mai accolto di buon grado.

Il 29 gennaio Matthias esce di casa con le bambine. Da quel momento in poi non si saprà  più niente delle gemelline e le uniche immagini – ad esempio Marsiglia o in autostrada- riprendono soltanto l’ingegnere, da solo. Il 3 febbraio, alle ore 22.50, un treno a 140km / h travolge Schepp che volontariamente – dopo aver vagato per le campagne adiacenti alla stazione di Cerignola Campagna – si mette sui binari, di spalle, e si lascia uccidere dall’Eurostar in transito. Sul perchè abbia scelto proprio la città  ofantina c’è mistero. Ed è solo uno dei tanti.

Giorni di ricerche, cani molecolari, tv internazionali e varie ipotesi. Come quella del sequestro, secondo cui Schepp avrebbe affidato a qualcuno le due gemelline. Varie ricerche in questo senso, l’ultima in Sardegna, in un campo rom, ma risultata vana.

Dopo 7 anni su Alessia e Livia è ancora mistero.
> I sub nel pozzo per trovare le gemelline

> Labrador alla ricerca delle gemelline

> Per i cani molecolari Alessia e Livia non sono state in stazione

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