San Severo prende il commissariato, il comitato di Cerignola invece che fine ha fatto?

Il lungo corteo di studenti di marzo dell’anno scorso, quando Cerignola è stata assediata da una lunga scia criminale che ha portato alla nascita del comitato “”Insieme per la legalità “”, è solo un vago ricordo, soprattutto ora che il Ministero ha dato l’okay alla costruzione del nuovo commissariato di San Severo.

A ridosso della escalation criminale e della marcia cittadina, cosa è rimasto di quelle richieste e dei buoni propositi portati in carico dai cittadini, movimenti politici giovanili di destra e studenti?

“”Purtroppo non abbiamo avuto più modo di riunirci – spiega Antonio Caringella, portavoce del comitato – alcuni membri del movimento hanno abbracciato la causa della salvaguardia dei terreni dell’istituto agrario e le varie pause estive e natalizie hanno un po’ fatto scemare l’interesse. Confermo però anche che il comitato “”Insieme per la legalità “” esiste ancora””. Mentre San Severo, con il sindaco Francesco Miglio, festeggia la nascita di un nuovo presidio della legalità  con un investimento ministeriale di oltre 3.6 milioni di euro e con l’arrivo di ulteriori unità  da destinarsi sulla provincia, Cerignola, che pure aveva formulato la medesima richiesta, rimane al palo, sia nella componente politica che civica.

“”Il problema, come si ricorderà , era legato all’ubicazione del commissariato, che noi avevamo individuato nell’ex tribunale””, dice Caringella. Quegli spazi, però, sono diventati casa della creatività  e comunque senza l’okay da parte del Ministero dell’interno avrebbero rappresentato una cattedrale nel deserto. L’ennesima, tra l’altro. Rimangono lettera morta anche le stesse istanze che il comitato aveva avanzato e che non è riuscito a portare a termine, come l’individuazione di un osservatorio sulla legalità  composto da società  civile, politici e figure di primo piano del territorio. Così come non vedrà  mai la luce quel ciclo di incontri nelle scuole, per sensibilizzare ed educare ai temi della legge, pensato e lasciato nel dimenticatoio da “”Insieme per la legalità “”.

“”Probabilmente l’aumento di uomini sul territorio dopo la strage di San Marco in Lamis in piccolissima parte è anche merito della nostra marcia””, ragiona Caringella. Quei rinforzi sul territorio, però, sono stati inviati a Cerignola e nelle altre città  della provincia per contrastare le mafie dopo il duplice assassinio dei due innocenti nella zona Garganica. Proprio nella serata di domenica, tra l’altro, vi è stato un ulteriore attacco ad una attività  commerciale: nel mirino della criminalità  è finito un panificio, la cui serranda è stata lievemente danneggiata da una bomba carta. è questo il secondo atto intimidatorio del nuovo anno, dopo che ignoti hanno dato fuoco all’auto di un noto avvocato locale e, sul finire del 2017, hanno incendiato due attività  commerciali. A testimonianza che con la criminalità  non ci si può permettere di abbassare il tiro o organizzare cortei il cui esito rischia di essere fine a se stesso se non supportato da atti concreti oltre le frasi di circostanza o le possibili ambizioni politiche, con annessa necessità  di crearsi una vetrina. Anche perchà©, come in questo caso, non è solo la classe politica a non mantenere le promesse.

Michele Cirulli

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