Torna il cattivo odore in città …e tornano le polemiche

Nuovamente cattivi odori a Cerignola e proteste dei cittadini per una questione, quella relativa al tanfo diffuso, che sembrava essere risolta con il sequestro del depuratore cittadino e la cantierizzazione degli interventi di adeguamento della struttura.

Le lamentele si sono quindi spostate anche sui social network, dove la scritta “”Cerignola puzza di morte””, che ha dato l’inizio alla protesta cittadina organizzata il 22 giugno scorso, ha iniziato a comparire ovunque.

“”Il tanfo è tornato, e io da mamma sono preoccupata, sono giorni che siamo chiusi in casa, sono giorni che non possiamo aprire le finestre perchà© l’aria è irrespirabile e mi chiedo per quanto ancora andrà  avanti tutto questo””, dice a La Gazzetta del Mezzogiorno Maria Sciscio, tra i promotori del comitato di salvaguardia ambientale.

“”Le richieste di noi cittadini non possono passare in secondo piano. La salute dev’essere la priorità , vogliamo essere tutelati. Le “”chiassate”” che abbiamo fatto nei consigli comunali non erano un capriccio, era un modo per farci ascoltare da questa amministrazione sorda, non vogliamo tornare a far proteste per poi essere anche insultati, vogliamo solo respirare aria sana, cosa che da tempo ci manca””, osserva Sciscio.

Il tema del depuratore, infatti, fece registrare forti reazioni da parte dei cittadini, scesi in piazza contro l’amministrazione comunale, a loro dire immobile rispetto alla problematica, e da parte del primo cittadino, che in più riprese attaccò il comitato organizzatore del corteo pro-ambiente.

Sempre a giugno, i carabinieri apposero i sigilli all’impianto di depurazione di Cerignola concedendo facoltà  all’uso. Allora furono quattro gli indagati, compreso il sindaco pro tempore di Cerignola Franco Metta, poichà© il NOE ravvisò il malfunzionamento di interi comparti dell’impianto letteralmente in disuso, come il digestore primario che permette la lavorazione e la mineralizzazione dei fanghi. Da qui, dunque, cattivi odori e quelle che i militari hanno bollato come vere e proprie “”molestie olfattive””, che anche con i sigilli, nei mesi a seguire, hanno continuato a invadere la città .

In seguito al sequestro dell’impianto Acquedotto Pugliese ha avviato i lavori per il contenimento degli odori e per l’adeguamento della strutture in zona San Lorenzo per una capacità  di 80mila abitanti equivalenti, ossia la capacità  adatta a contenere gli “”scarichi”” di un centro abitato grande quanto Cerignola. Nel frattempo l’amministrazione comunale si sta adoperando per la copertura definitiva del canale Lagrimaro, un’altra fonte inquinante che è stata al centro dell’attenzione dei comitati ambientalisti poichà© proprio dalla zona industriale, dove è ubicato, si alzano ancora oggi forti odori che entrano in città .

Non a caso i carabinieri hanno esteso le attività  di controllo anche nelle vicinanze delle aziende di via Manfredonia, poichà© l’epicentro del tanfo, in molte circostanze, è sembrata arrivare proprio da quelle zone.

Michele Cirulli

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