Gentile come Metta: “”Tanti infami””. Dalessandro: “”Termine da criminali””

La frase choc viene dall’europarlamentare Elena Gentile, che attraverso i social network si riferisce ad indecifrati “”infami”” che “”sono assai”” commentando un post del piddino Aldo Ragni, compagno di traversata nell’ultimo congresso che ha incoronato Lia Azzarone segretario del partito.

Gentile, che insieme a Sgarro e Iaia Calvio è uscita sconfitta dalle elezioni provinciali interne, non ci sta a perdere e ha inviato dei ricorsi agli organismi di controllo nazionali per annullare il congresso che l’ha vista soccombere. In quella tornata la sua fazione è stata battuta con oltre l’80% dei voti, compresi quelli cerignolani che hanno preferito sostenere Azzarone.

L’atteggiamento di Gentile, ossia la guerra senza fine al vincitore, non ha convinto nemmeno chi l’aveva appoggiata nella comeptizione: “”E’ finito il congresso, c’è da accettare la sconfitta””, ripetono i suoi ex uomini su scala provinciale.

Gentile non la prende bene, e sui social attacca: “”Minoranza? Se mai opposizione. Ahahahah ci vediamo domani a Vieste e ci facciamo due risate. Abbiamo fatto belle cose a Strasburgo. Te le racconto di persona – scrive ad Aldo Ragni di Vieste- . Sai gli infami sono assai. Non sempre riesci a smascherarli anche se qualche volta si smascherano da Soli””. Ad intervenire nel dibattito è il presidente provinciale del Partito Democratico di Foggia, Daniele DAlessandro, nonchà© capogruppo consiliare del PD a Cerignola e tra gli artefici della battaglia contro Metta quando fu proprio il sindaco a dare degli “”infami”” a chi parlava male della sua azione amministrativa.

“”La critica e la dialettica, talvolta la polemica, sono esercizi retorici accettabili e, talvolta, auspicabili. Purchà© condotti con un linguaggio rispettoso delle persone e della comunità  politica del Partito Democratico. Per questa ragione è inaccettabile che una dirigente nazionale e rappresentante istituzionale dell’Italia nel Parlamento Europeo attribuisca ad un compagno di partito la qualifica di “”infame””. è un termine usato nei consessi criminali o tra gente che esprime odio””, premette Dalessandro.
“”Il Partito Democratico di Capitanata non è un clan e non è abitato e frequentato da criminali. L’odio, personale e politico, non è uno dei valori fondativi del Partito Democratico. Usare simili parole sui social network, oltretutto, ne aggrava il peso e la inscettabilità , perchà© offre ai tanti ‘odiatori’ professionisti di sentirsi legittimati a procedere con le offese ai nostri dirigenti, militanti ed elettori. Mi auguro di non leggere mai più parole del genere, perchà© mi auguro che tutti comprendano quanto grave sia pronunciarle””, conclude il presidente provinciale Dalessandro.

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