Così Metta ha spaccato SIA e il Consorzio (in rivolta contro di lui)

Non solo le denunce per una discarica abusiva che, secondo il NOE dei carabinieri, avrebbe fatto guadagnare indebitamente circa 1.5 milioni di euro all’azienda, ma anche una stangata per i mancati obiettivi sulla differenziata con il massimo dell’ecotassa regionale da applicare a città  come Cerignola, ai minimi storici di raccolta e con percentuali in costante decrescita.

Il momento di SIA srl è delicato, soprattutto dopo che la BNL ha rispedito al mittente il piano economico con il quale l’amministrazione della società  in house ha chiesto un finanziamento per la costruzione del VI lotto. L’istituto di credito ha negato, al momento, ogni esborso considerata la fragilità  finanziaria dell’azienda, che per accedere al finanziamento- dopo la prima bocciatura- ha sottoscritto un protocollo di intesa con ASE.
Il presidente del Consorzio Franco Metta, da parte sua, minimizza: “”Abbiamo evitato il fallimento e pareggiato il bilancio, nella situazione in cui versava SIA nessun Istituto di Credito avrebbe dato un Euro motivo per cui non fu realizzato il sesto lotto. Oggi la situazione è ben diversa, alcuni comuni (primo tra tutti Cerignola) stanno pagando il dovuto adeguandosi ai nuovi contratti, altri si stanno attivando per l’adeguamento dei contratti, altri ancora devono versare nella casse di Sia le spettanze non ancora pagate, e non sono poche, per poi adeguarsi ai nuovi contratti””. I comuni della BAT (San Ferdinando di Puglia, Trinitapoli e Margherita di Savoia) hanno presentato istanze formali al commissario dell’agenzia regionale ai rifiuti Gianfranco Grandaliano: la gestione Metta, secondo la loro ricostruzione, non convince e dovrà  essere la regione a seguire passo dopo passo la questione SIA.
“”Leggo di battaglie tra i comuni della Bat contro gli altri comuni del Consorzio, leggo di guerre tra Orta Nova e Cerignola… illazioni, menzogne, bugie. Nel Consorzio si discute, si ragiona, ci si comporta istituzionalmente e non si fanno battaglie. Se un Sindaco in disaccordo con il Consorzio – aggiunge Metta – ritiene di trovarsi nella ragione è liberissimo di ricorrere al TAR, esattamente come ha fatto Lamacchia, e lasciare che sia questi a fare da giudice””. Oltre a questo, però, il sindaco ortese ha lasciato polemicamente la vicepresidenza del consorzio, paventando la possibilità  di uscire da SIA (con tanto di delibera di giunta) proprio a causa della gestione Metta. Alla base della scelta, l’adeguamento del contratto di servizio, per cui è stato nominato un tecnico esterno: “”è come il cane che si morde la coda – afferma il presidente Metta – se il servizio effettuato da SIA viene sottopagato mi sembra ovvio che non si potranno mai pretendere tali garanzie e non si metterà  mai la SIA in condizione di dotarsi di mezzi e risorse idonee, questa la ragione che ci ha spinto a chiedere l’adeguamento dei contratti e la puntualità  nei pagamenti””. Ma solo il comune di Cerignola, di cui Metta è sindaco, deve a SIA oltre 5 milioni di euro per debiti pregressi e aumentati negli ultimi due anni. Il momento per Sia srl è delicato e la Regione Puglia monitora le evoluzioni.

Michele Cirulli

0 0 votes
Article Rating
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments
error: Marchiodoc.it ®
0
Commenta questo articolox
()
x