Infiltrazioni mafiose a Cerignola, Paparella: “”Atti alla luce del sole””

Le indiscrezioni giornalistiche sulla presenza di un possibile dossier presso il Ministero dell’Interno per lo scioglimento del consiglio comunale di Cerignola per infiltrazioni mafiose provocano silenzio nell’amministrazione di Franco Metta. Se il primo cittadino preferisce affidare la comunicazione istituzionale alla presentazione degli eventi del cartello culturale estivo, il suo vice, Rino Pezzano, sulla ipotetica esistenza di infiltrazioni mafiose oppone un “”no comment”” sostenendo che “”non sono a conoscenza di questo””.

Già  mesi fa, ancora una volta da indiscrezioni giornalistiche, si apprese della possibile esistenza di un dossier su presunti intrecci nebulosi nella città  di Cerignola.

Ad uscire allo scoperto è il presidente del consiglio, Leonardo Paparella: “”Tutti gli atti sono stati approvati alla luce del sole, magari non sono condivisibili da un punto di vista politico, ma non esiste nulla di ciò che è stato tratteggiato sulla stampa. Noi tutti siamo sereni e continueremo a fare il nostro lavoro, e se dovesse arrivare un eventuale controllo rimaniamo a piena disposizione””.

Nei giorni tribolati in cui la mafia foggiana, reduce dall’omicidio di due innocenti a San Marco in Lamis, si è presentata al grande pubblico in tutta la sua durezza, e nel momento in cui la commissione d’accesso antimafia sbarca a Mattinata dopo aver sciolto il consiglio comunale di Monte Sant’Angelo, i riflettori si accendono anche su Cerignola, dove però – almeno al momento- la Prefettura non ha inviato alcuna commissione per l’ipotetica valutazione degli atti deliberativi.

“”Al momento non c’è nessuna comunicazione da parte della Prefettura di Foggia o del Ministero. Stiamo parlando di articoli apparsi su un giornale nazionale, probabilmente scopiazzati da altri giornali che fecero accuse simili nei tempi passati. A me – rimarca il presidente Paparella- dispiace quando vengono fuori queste notizie, perchà© se dovessero rivelarsi infondate arrecherebbero un danno all’intera città “”.

L’identikit della criminalità  organizzata cerignolana che viene fuori dall’ultima relazione antimafia, relativa al secondo semestre del 2016, è molto chiaro: enormi influenze sul traffico della droga, reati ambientali, assalti ai portavalori, ma anche una fiorente attività  di infiltrazione nel tessuto economico che si sostanzia “”nella strategia di ricercare insospettabili prestanome per schermare e riciclare i proventi illeciti””.

“”Noi abbiamo sempre votato tutti gli atti in sintonia con le leggi e con le norme vigenti. Se il prefetto volesse promuovere indagini sul lavoro della giunta e del consiglio comunale saremo aperti e collaborativi, convinti di aver fatto ogni giorno il nostro dovere soltanto nell’interesse della città . Non esistono atti inficiati da fenomeni esterni a quelli della politica””, conclude il presidente del consiglio Leonardo Paparella. Dal 2014 l’ombra del connubio mafia-politica si è abbattuto su Ordona (dove la commissione non ha trovato presupposti per lo scioglimento), Monte Sant’Angelo (consiglio decaduto), Mattinata (commissione in corso) e, probabilmente, Cerignola.

Michele Cirulli

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