Infiltrazioni mafiose a Cerignola: per Repubblica c’è il dossier per lo scioglimento

“”In una città , Foggia, che «dimentica per distrazione» (sindaco Landella dixit) di costituirsi parte civile nei processi di mafia. In una provincia che ha visto appena ora istruire due nuovi dossier per lo scioglimento di comuni importanti (Mattinata e Cerignola) per infiltrazioni mafiose””.

Così Repubblica, l’11 agosto scorso, ha lanciato la notizia di un possibile dossier “”“ e quindi un relativo ed ipotetico scioglimento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose nell’amministrazione comunale di Cerignola.

In un pezzo di Giuliano Foschini (“”Foggia, agenti e droni contro i clan: Qui sono più feroci di Cosa nostra), si ritorna sui rapporti tra criminalità  organizzata e politica. Foggia e la provincia, diventati casi nazionale dopo l’assassinio di due innocenti a San Marco in Lamis lo scorso 9 agosto, sono sotto la lente di ingrandimento del Ministero dell’Interno. In Capitanata sono stati spediti 192 uomini per tamponare una mafia composita e pericolosa, violenta e radicata sul territorio: Cerignola, Foggia, il Gargano, San Severo sono le piazze più calde dove il potere criminale è quasi totalizzante. 300 omicidi in trent’anni, l’80% dei quali è senza alcun colpevole accertato. Ma non ci sono solamente i ventinove omicidi dall’inizio dell’anno, perchè esistono fiumi di droga e vi è un controllo capillare dell’imprenditoria locale attraverso le estorsioni.

A dominare nella “”Califoggia””, come l’ha definita Roberto Saviano in un pezzo su L’Espresso di domenica scorsa, “”è un’organizzazione potente che ha goduto di una provincia italiana al collasso economico, con un reddito pro capite inferiore di oltre il 40 per cento rispetto alla media nazionale, un tasso di disoccupazione quasi il doppio della già  alta media italiana””. E in questo controllo spietato e scientifico non può mancare la politica. Talvolta complice, come a Monte Sant’Angelo, comune sciolto due anni fa per infiltrazioni mafiose. Così come potrebbe succedere a Mattinata, dove la Prefettura ha inviato la commissione d’accesso per accertare se vi siano “”“ effettivamente- collegamenti tra gli atti di giunta e i gruppi criminali della zona. Allo stesso modo, a ridosso della inchiesta giudiziaria Black Land sul traffico illegale di rifiuti tra la Capitanata e il napoletano, anche Ordona fu raggiunta dalla commissione d’accesso che, però, non ha accertato nessi tra mafia e politica. Stando alla ricostruzione di Repubblica, che segue altre indiscrezioni giornalistiche più datate nel tempo, sulla politica cerignolana si aggirerebbe lo spettro della mafia. Il dossier, nelle mani della Prefettura e del Ministero, servirà  a diradare ogni dubbio sulla effettiva esistenza o meno di collegamenti tra organizzazioni criminali e politica locale.

Secondo la relazione antimafia relativa al secondo semestre 2016, l’attività  principale della mafia cerignolana è concentrata nel settore del traffico di stupefacenti, dove “”la criminalità  cerignolese si conferma tra le più dinamiche in Puglia, anche grazie alla capacità  di disporre di molteplici canali di approvvigionamento sia nazionali che esteri””, ma non disdegna i reati ambientali, rapine e furti. Inoltre la “”perdurante non belligeranza”” dei gruppi criminali cerignolani, “”e l’operare sotto traccia””, “”ha indubbiamente favorito la criminalità  locale nella strategia di ricercare insospettabili prestanome per schermare e riciclare i proventi illeciti””. Dunque, la mafia cerignolana entra nel tessuto economico di Cerignola. E, se fossero confermate le indiscrezioni di Repubblica, il Ministero dovrà  accertare se è già  insediata a Palazzo di Città .

Michele Cirulli

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