Cerignola, multe con videosorveglianza illegittime: lo dice anche il Ministero

“”Si ritiene non sia possibile l’attività  di controllo e di accertamento delle infrazioni al codice della strada con impianti di videosorveglianza, anche se accertate dall’agente in tempo reale””. Così il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, al quale il comandante Delvino si era rivolto dopo che la Prefettura aveva dichiarato illegittime le multe del comune di Cerignola su alcune fattispecie, dà  nuovamente torto all’amministrazione comunale sulle multe con videosorveglianza.

Bocciatura tout court per il comandante bitontino, su cui già  esistono richieste di revoca dell’incarico da parte di Federazione Civica e del Centrosinistra. Da parte sua, invece, Delvino starebbe pensando di restare a tempo indeterminato a Cerignola e fare in modo che il suo rapporto lavorativo col comune sia slegato dalla durata del mandato Metta.

Il parere del ministero, del 23 maggio scorso, è chiaro e premette che le contravvenzioni non possono che essere elevate soltanto in presenza di un agente attraverso diverse fasi: “”La prima si concretizza in un’azione di accertamento dell’infrazione, a cui consegue l’attività  di contestazione della medesima, da eseguire immediatamente, se possibile, previa verbalizzazione, garantendo così anche le prerogative del trasgressore””. Dunque la bocciatura dell’operato del metodo Delvino e dei vigili urbani: “”Quella proposta da codesta amministrazione – scrivono i tecnici del Ministero- è a tutti gli effetti una generica attività  di accertamento a distanza di violazioni alle norme di circolazione, che esclude la possibilità  di contestazione immediata per un numero indefinito di violazioni in contrasto con le normative appena richiamate””.

Non ci sono alibi o appigli. Le multe fatte attraverso videosorveglianza sono illegittime. Infatti non ha valore, per il Ministero, nemmeno il fatto che le multe vengano fatte in tempo reale perchà© la contestazione non è fatta sul posto. Delvino per difendere il suo operato richiama ad un precedente parere dell’ufficio ministeriale su un caso analogo. I tecnici lo bocciano ancora: “”Non risulta attinente il richiamo ad un precedente parere di questo ufficio – scrivono dal ministero- perchà© riferito, anche questo, ad una particolare attività  di accertamento nella quale l’operatore di polizia, pur avvalendosi di sistemi di ripresa, è comunque presente nel luogo ove è commessa la violazione””.

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