Il leader azzoppato e il ruolo di Delvino nell’addio di Zamparese

| L’ANALISI | Nella sua lettera di addio alla giunta Metta, Zamparese evidenzia due passaggi importanti. Nel primo racconta che Metta “ o chi per lui- le avrebbe consigliato di dimettersi senza che ai cittadini, sostanzialmente, fosse spiegato alcunchè; nel secondo tratteggia un quadro drammatico del ramo sicurezza gestito da Delvino.

Per quanto riguarda il gesto elegante delle dimissioni- che evidentemente come per i casi Albanese o Colucci avrebbe prodotto mutismo in barba alla trasparenza e al contatto con i cittadini- si annotano le false promesse e false garanzie all’interno di un esecutivo e di una maggioranza che ormai, stando anche al racconto di Zamparese e in aggiunta al tradimento della Lepore alle provinciali, non naviga nella fiducia reciproca. E da ciò ne discende una considerazione sul leader azzoppato, che non riesce più ad aggregare e a tenere insieme le schegge impazzite divise tra legittime aspirazioni e fantasie personali.
Messa alla porta, alla Zamparese pare sia stato chiesto di assumersene le responsabilità : Un mandato terminato non per mia volontà  “ racconta l’ex assessore – ma per “”ragioni Politiche””….Ci tengo a chiarire questo aspetto, a differenza di quello che si sarebbe voluto far credere alla gente quando mi è stato chiesto di interrompere “”elegantemente”” il mandato rassegnando le dimissioni. L’amministrazione Metta è viva da appena un anno e mezzo e tra dirigenti, assessori e direttori, sono stati eliminati in 7, a testimonianza che tra vendette e altre ragioni nessuno è al sicuro, a prescindere da ogni valutazione politica. Va inserita in questa cornice anche il tempo “ con relativi rifiuti “ speso per cercare una personalità  per occupare l’assessorato alla cultura, poi finito nelle mani di Petruzzelli.

Più delicato, invece, è il passaggio che Zamparese fa sulla sicurezza. Dove non ha per niente brillato, mostrando invece più dinamismo sulle attività  produttive. L’ex assessore motiva così la poca spinta sulla sicurezza partendo dall’individuazione delle priorità  inascoltate: vigili in mezzo alla strada, posti di controllo, coordinati con le altre forze dell’ordine, convegni nelle scuole sui temi della sicurezza e della legalità , azioni mirate a contrastare l’abusivismo, azioni mirate a prevenire comportamenti sanzionatori senza necessariamente gravare sulle tasche dei cittadini. Le sanzioni sono giuste per i trasgressori ma la tanto acclarata “”video sorveglianza”” non può sostituire la presenza degli ufficiali di P. G.  Già , la questione abusivi.
C’è ancora da capire se per il comandante Francesco Delvino l’azione di sequestro compiuta l’altro ieri in una operazione interforze sia ancora puro marketing delle forze dell’ordine (come detto in occasione del primo blitz dell’anno scorso) o il numero uno dei vigili abbia cambiato idea: noi glielo abbiamo chiesto, ma una volta dice di lavorare, un’altra dice di non riuscire a sentire bene al cellulare e di conseguenza non c’è mai modo di ascoltare il suo autorevole punto di vista sul tema legalità . Non crediamo scappi, semplicemente siamo sfortunati. Vorremmo infatti chiedergli come mai in tutto questo tempo non si sia accorto che molti abusivi già  segnalati un anno fa continuavano a non avere documentazioni in regola. Dietro gli abusivi “ in alcuni casi- ci sono storie di indigenza e necessità , e per questo andavano indirizzati meglio e prima per uniformarli alle regole.

Nella lettera d’addio alla giunta, Zamparese lancia a Delvino indirettamente stilettate da tenere in debita considerazione: il ramo da lui gestito è quello dove si può agire in totale libertà . Non presto il mio volto e non permetto a nessuno di giudicarmi negativamente per la mala gestio di un delicato settore di cui non condivido assolutamente nulla di come si sta operando, ha sottolineato l’ex di Cerignola Democratica. Sembra che assessorato e dirigenza siano state rette parallele, dove le decisioni dell’uno non necessariamente hanno incontrato la condivisione dell’altra e questo è un fenomeno molto strano, anomalo e pericoloso in una qualsiasi macchina amministrativa pubblica.

Certo è che Delvino, ad oggi, regge il comando di polizia municipale (si è dato un gran da fare con l’emergenza neve), è dirigente del settore servizi sociali, pare abbia consigliato il nominativo di Giovanni Buquicchio-  suo conterraneo in sostituzione di Dituccio ai servizi finanziari – ed è praticamente l’uomo più potente a Palazzo di Città . Qualunque sia il giudizio su Zamparese, le cui accuse avrebbero avuto maggiore risonanza se assestate nei momenti in cui effettivamente si stavano consumando le anomalie (mentre oggi sui social le si dichiara guerra per l’intempestività ), bisogna tenere a mente i due fattori che l’ex assessore spiega molto lucidamente per capire l’andazzo e le dinamiche all’interno di questa maggioranza: il clima in coalizione e, appunto, il ruolo di Delvino.
Michele Cirulli

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