Colpocitologia, i comitati vs Piazzolla: “”Cerignola non è un’ancella””

Colpocitologia non sarà  chiusa, rassicura il direttore generale della Asl di Foggia Vito Piazzolla, ma il comitato delle Donne di Cerignola rimangono scettiche sul caso che da circa tre settimane sta tenendo banco al Tatarella. Rispetto alle dichiarazioni rilasciate dal manager dell’azienda sanitaria locale, il gruppo nato col fine di salvaguardare colpocitologia precisa che i comitati non sono mai stati ricevuti dal direttore generale.

Le ultime notizie “ annotano- risalgono ad una rassicurante telefonata ricevuta dalla dottoressa Corrado il 23 dicembre da parte della segreteria del dott. Piazzolla che sono verbalmente assicurava la non chiusura di colpocitologia a Cerignola, ma che di fatto, ne profilava il destino in quanto riferiva della nomina di un anatomopatologo non certo a Cerignola, dove colpocitologia è una realtà , per produttività  e risultati, acclarata dal 1981 grazie alla dottoressa Gemma Corrado e alla sua equipe, ma a San Seero, grossa realtà  della Capitanata che non ha nè personale nè le attrezzature per avviarsi.

Dunque, secondo il comitato sarebbe in atto l’ennesimo derby sanitario San Severo “ Cerignola. I professionisti già  strutturati a Cerignola che lavorano in modo diretto e indiretto per la colpocitologia chiedono che l’anatomopatologo e il personale coadiuvante nominato dall’Asl di Foggia si installi quanto prima , ossia nella settimana successiva alle festività  natalizie nel centro di colpocitologia di Cerignola a garanzia della continuità  di un’alta qualità  assistenziale delle donne che ne fanno riferimento per non creare vacanza, caos e infine una reale chiusura e interdizione di tale centro.

Nella missiva, a firma di Angelica Daprile (Donne di Cerignola per la Colpocitologia) e Maria Santomartino (Inner Wheel), si richiede un incontro de visu con il direttore generale della Asl di Foggia perchè Cerignola non può essere ritenuta un’ancella o un servo sciocco di altre realtà  peraltro salvate dai numeri dell’ospedale Tatarella di Cerignola.

Questo piano di riorganizzazione deve mirare “ concludono Santomartino e Daprile- non a chiudere realtà  produttive ed efficaci come Cerignola a favore di altre che ne vorrebbero prendere il posto, ma a dare merito a professionisti che hanno portato avanti con il loro lavoro tale realtà  e che per niente al mondo si faranno surclassare.
Michele Cirulli

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