Processo grattini: Monterisi condannato a 2 anni per peculato

Due anni di reclusione, pena sospesa, per il consigliere comunale della Cicogna Michele Monterisi. è questo quanto stabilito il 20 dicembre dalla Corte D’appello di Bari in merito all’inchiesta sui grattini esplosa a Cerignola nel 2005 e che vide tra gli imputati, poi assolto con formula piena, anche l’ex sindaco Antonio Giannatempo.

I fatti che interessano Michele Monterisi, oggi braccio destro del sindaco Metta, risalgono al 2004 e riguardano la sosta a pagamento. Monterisi, insieme ad altre due persone, secondo i giudici ha violato l’articolo 314, commettendo reato di peculato: L’accusa lo sosteneva perchè con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, ed in concorso tra loro, nella qualità  di soci e dirigenti della cooperativa Falcone e, pertanto, nella qualità  di incaricati del pubblico servizio di parcheggi, grattini e rosso stop nel Comune di Cerignola, avendo la disponibilità  del denaro versato dagli utenti del servizio, in luogo del consegnare al Municipio la quota spettante allo stesso, se ne appropriavano e lo destinavano alla cooperativa. Per questo la Corte d’Appello di Bari ha confermato la condanna a due anni di reclusione, pena sospesa, per il reato di peculato.

In sostanza, la cooperativa che aveva vinto l’appalto, di cui Monterisi era parte integrante, tratteneva i soldi dei cittadini senza versarli nelle casse comunali.

Il processo grattini, che nel 2005 destò molto scalpore a Cerignola, ha camminato sul filo della prescrizione. In primo grado (2008) tutti gli imputati, a vario titolo, furono condannati dal Tribunale di Foggia per i reati di peculato, turbativa d’asta ed estorsione. Successivamente, nel 2010, la Corte d’Appello di Bari ribaltò la sentenza di primo grado dichiarando innocenti tutti gli imputati: circostanza che indusse il Procuratore Generale a fare ricorso in Cassazione. Il terzo grado di giudizio, nel 2013, ebbe l’effetto di rispedire la sentenza di assoluzione nuovamente in appello: la Cassazione rimandò a Bari l’inchiesta perchè ci si esprimesse nuovamente nel merito dei fatti contestati.

Così, il 20 dicembre 2016, la Corte d’Appello di Bari “ uniformandosi all’indirizzo della Cassazione- ha confermato le condanne ai danni di tre persone per il reato di peculato. Tra queste vi è Michele Monterisi, oggi consigliere comunale e difeso nell’ultima udienza dall’avvocato Paola Tortorella. In aula, al momento della sentenza di condanna, anche l’avvocato designato nel 2005 dal Comune di Cerignola, che nel frattempo si era costituito parte civile.

Per quanto riguarda la posizione di Michele Monterisi, oggi consigliere comunale e braccio destro del sindaco Franco Metta, si potrebbero aprire gli spiragli per l’applicazione della legge Severino e per relativa sospensione dalla carica consiliare.
Michele Cirulli

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