Biscotti&Denaro, cosa rimane della presunta mazzetta in Comune

Rocco Bonassisa, magnate del settore rifiuti nella provincia di Foggia (e non solo) sarebbe stato il mittente di quel pacco di biscotti contenente 20 mila euro: a sostenerlo è il sindaco di Cerignola, Franco Metta, la cui storia è stata ripresa anche da The Guardian, Telegraph e da Gramellini nella sua trasmissione televisiva andata in onda sabato su RaiTre.

La dinamica è raccontata in maniera chiara: Rocco Bonassisa, in società  con Riccoboni di Parma e Gerardo Biancofiore di Cerignola, avrebbe incontrato il sindaco nei pressi del suo ufficio, allungandogli un pacco natalizio. Alla presenza di suoi collaboratori, Metta avrebbe aperto il dono scoprendo la presunta mazzetta suddivisa in due bustine da 10 mila euro. Di qui la denuncia immediata alle forze dell’ordine.

Gli inquirenti stanno indagando a partire dalle immagini del sistema di videosorveglianza interno, nel quale si vedrebbe un uomo con un pacco in mano. Il racconto del primo cittadino, però, trova alcuni punti oscuri su cui si dovrà  fare chiarezza. Oppure c’è qualche passaggio che non è stato ancora svelato a causa delle indagini in corso.

Rocco Bonassisa nega addirittura di essere stato in Comune lo scorso 7 dicembre: Sono stato a dormire a Bari, poi sono stato in banca e alle due ero in ufficio, non potevo essere a Cerignola, ha dichiarato a Il Mattino di Foggia e Provincia. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Gerardo Biancofiore, che allontana da sè ogni sospetto: Perchè associare questa schifezza al mio nome? Nell’ATI io detengo il 15%, ma di fronte a questa storia non mi resta che uscire di corsa dalla societࠝ, dice l’imprenditore. Tra l’altro il primo ad aver sostenuto Franco Metta, tanto che appena diventato sindaco, l’avvocato ringraziò pubblicamente “ e per primo- il presidente ANCE. Poi evidentemente quel rapporto si è incrinato. Metta sostiene di aver denunciato anche Biancofiore, e non si capisce come mai visto che le immagini avrebbero ritratto un solo uomo nel suo ufficio. Oltretutto Biancofiore non risulta indagato. O manca un passaggio non consegnato alle cronache giornalistiche ma invece soltanto alle fonti investigative, oppure si tratterebbe di eccesso di zelo. Nemmeno nominato, invece, il terzo socio, Riccoboni di Parma.
I tre imprenditori, lo scorso 23 settembre, avevano inviato una manifestazione di interesse per la costruzione del sesto lotto di discarica (Metta prima era contrario, poi è diventato favorevole) in progetto di finanza. In prima battuta anche l’assessore al ramo Antonio Lionetti si era detto propenso alla divisione in due rami dell’azienda (uno da gestire in maniera privata), su input del presidente del Consorzio Metta, e dopo due mesi di sollecitazioni e silenzi, quel progetto è naufragato senza alcuna spiegazione. Anzi Metta ha sostenuto che non ce ne fosse stata mai traccia, nonostante i verbali dicessero il contrario.

Gli inquirenti proseguono nella loro attività  di indagine, ma pare non ci saranno scossoni a breve termine, anche perchè vi sono molti punti controversi nella narrazione della presunta e disinvolta mazzetta in comune.
Michele Cirulli

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