Scuola di gelato 2.0 : elisir per il palato e l’economia di Cerignola

La cerimonia di consegna dei diplomi di partecipazione al corso di gelateria ai centisti dell’Istituto secondario PavoncellI si è tramutata in un occasione di riflessione sulle potenzialità  dell’artigianato agro-alimentare del distretto cerignolano.

 
Tra i relatori, il presidente dell’Ordine dei giornalisti di Foggia Natale Labia, e il giovane biotecnologo alimentare Andrea Calabrese, che ha curato gli aspetti prettamente scientifici del convegno.

Sviluppo reso possibile dalle importanti novità  che entreranno a regime presso l’istituto diretto dal prof. Pio Mirra nel nuovo anno scolastico. Innanzitutto l’istituzione dell’indirizzo eno-gastronomico e servizi alberghieri, entro cui si inscrive la fresca collaborazione con la scuola di gelato di Luigi Perrucci; poi grazie alla convenzione stipulata dalla scuola con numerose aziende locali, dalle micro-imprese ad un’importante multinazionale con sede legale ad Enna e affiliata alla Bayer, pronte ad aprire i battenti agli alunni per gli stage formativi. I mondi dell’impresa e della scuola si avvicinano sempre di più, in ossequio alla Riforma dell’alternanza scuola-lavoro varata dal ministro Giannini, che pone fine alla prassi pluridecennale secondo cui prima di studia e poi si lavora. Le speranze del dirigente scolastico sono di permettere ai giovani di Cerignola di avere gli strumenti per conquistare un posto al sole nel ricco iro di affari del settore agroalimentare italiano, che vanta un fatturato stimato a 27 miliardi di euro, e di poter così alleviare il peso della disoccupazione dovuta alla mancanza di know-how necessario. Cade anche il luogo comune della contrapposizione tra pubblico e privato, secondo cui le scuola di stato siano garanzia di rigore a scapito degli istituti liberi, superato da un’ottica che vede entrambe le realtà  formative in osmosi.

Ma l’istituto Pavoncelli ha mire sempre più alte, che vanno oltre i confini provinciali. Prova ne è il gemellaggio con l’istituto alberghiero Grimaldi di Modica, che ha inviato una propria delegazione di diplomati alla cerimonia guidata dal preside. Galeotto fu lo stesso maestro Perrucci, che ha bussato alle porte dell’istituto siciliano per proporre un corso di gelato artigianale al dirigente, il quale ha messo da parte l’orgoglio della rinomata tradizione dolciaria della Trinacria per dare il suo consenso al nostro ambasciatore del gusto in Italia.

Le acque si sono mosse di recente nella direzione del settore gelatiero. La Regione Puglia ha istituito il Repertorio della professione di maestro gelatiere, una sorta di albo professionale che permetterà  di estendere la tutela giuridica dei diplomi professionali del settore.

Il gelato, se assunto a dosi ragionevoli, è un elisir per il fisico e la mente. Infatti rilascia nel corpo la serotonina, il cosiddetto ormone della felicità , che regala un senso di appagamento, oltre che migliorare le prestazioni a livello endocrino. Inoltre è una fonte di carboidrati, prezioso carburante che fornisce energia di utilizzazione immediata da parte dell’organismo.

Il presidente dell’Associazione Gelatieri Italiani Nicola Netti, dal canto suo, prospetta un avvenire roseo per il gelato artigianale italiano. Infatti ha vergato di proprio pugno una lettera al presidente della Repubblica chiedendogli di accelerare il processo di riconoscimento ufficiale del gelato artigianale, da cui partirà  successivamente il riconoscimento delle specificità  regionali, con la richiesta di dedicare un giorno dell’anno particolare, il 1 giugno, alla celebrazione del gelato a livello nazionale.

A dare manforte ci ha pensato il presidente del CNA locale Pietro Saccinto, che ha spezzato una lancia a favore del Maestro Perrucci per la sua scelta di non migrare verso lidi più noti, ma anzi di aver radicato profondamente la sua scuola nel territorio cittadino.

Tutti gli addetti ai lavori convenuti alla cerimonia concordano sull’importanza di far nascere una filiera produttiva che sia profondamente ancorata al territorio, che sia incentrata sulla trasformazione in loco delle materie prime, e che ponga fine al circolo vizioso che vede i nostri prodotti spediti alle imprese settentrionali che arrogano a sè il prodotto finito col proprio marchio.
Enrico Frasca
 

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