Buco da 2 mln per gli straordinari in Asl Fg. Il caso Tatarella

Ci sarebbe un buco i 2 milioni di euro, nella Asl di Foggia, per quanto riguarda i budget gestiti dai presidi ospedalieri di San Severo, Cerignola e Manfredonia per organizzare turni, pagare prestazioni aggiuntive e disporre la pronta disponibilità .

 
Per questo il direttore generale Vito Piazzolla, due giorni fa, ha fatto partire una indagine interna intimando ai direttori sanitari di presidio di relazionare entro e non oltre 7 giorni dal ricevimento della presente, sull’utilizzo della pronta disponibilità  presso le direzioni mediche e reparti ospedalieri e rimuovere ogni illegittimo ricorso a tale istituto contrattuale.
Con la pronta disponibilitࠝ il dipendente è chiamato ad essere reperibile ed è obbligato a raggiungere il posto di lavoro nel minor tempo possibile dal momento della notifica del rientro in ospedale dopo il regolare orario di lavoro. Per tale ragione è considerato alla stregua di uno straordinario, con annessa indennità  (o sconto sul monte ore totale). Ciò che però sarebbe successo a Cerignola, presso il Tatarella, e verosimilmente anche a San Severo e Manfredonia, è materiale per la Corte dei Conti.
I sindacati FSI e Nursind hanno infatti denunciato la gestione disinvolta, a loro dire, dell’istituto contrattuale, che può essere applicato in extrema ratio, con paletti rigidi, e non come strumento ordinario per rimodulare turni e prestazioni. Dal 2008 ad oggi si continua ad utilizzare l’istituto della pronta disponibilità  in tutti i reparti del P.O. Tatarella di Cerignola in spregio a quanto previsto dal contratto nazionale del lavoro di comparto. Tale abuso- spiega Giuseppe Giampietro di Nursind- è stato più volte lamentato dalla OO.SS di comparto.
Ad essere ribaltato, ad esempio, è il principio di urgenza che regola il ricorso alla pronta disponibilità , perchè visualizzando i turni di servizio presso la locale direzione sanitaria di presidio, si evince come la pronta disponibilità  diurna (7-19) e pronta disponibilità  notturna (19-7) in quasi tutte le U.O è prassi consolidata e routinaria, addirittura utilizzata a copertura di turni e non già  per motivi di urgenza.
Dunque, secondo i sindacalisti, anche alcuni turni ordinari verrebbero pagati come una sorta di attività  straordinaria. L’articolo 7 della CCNL del 2001, invece, prevede che la pronta disponibilitࠝ vada limitata a turni notturni, mentre la diurna va circoscritta solo ai giorni festivi, per un massimo di 6 pronte disponibilità  per mese. Per pagare le indennità  per lo specifico istituto contrattuale si utilizzano risorse dei fondi di disagio, già  di per sè depauperato a causa degli abusi, sottolinea Nursind. La denuncia ha preso la via della Corte dei Conti di Bari perchè i sindacati intravedono un danno all’erario che l’amministratore ha confermato con un ammanco di euro 2.024.528,06.
Dunque il pagamento delle indennità  in regime di straordinarietà  di prestazione avrebbe prodotto un buco milionario. Per questo è difficile pensare che il Tatarella di Cerignola sia un caso isolato. Anzi, è proprio per ripristinare una filiera delle responsabilitࠝ che Vito Piazzolla ha istruito una commissione di valutazione delle condotte interne agli ospedali della Capitanata. Ho avviato una procedura interna perchè voglio capire anch’io cosa stia succedendo. Dobbiamo far funzionare la filiera delle responsabilità  “ premette il direttore generale-. La segnalazione arriva dai sindacati, noi dobbiamo accertare quanto segnalato dai sindacati, ossia assegnazione di turni aggiuntivi a chi non ne aveva nemmeno il diritto. Ovviamente noi dobbiamo andare a fondo. Per il momento il problema è stato manifestato a Cerignola, ma non è escluso che, se partiamo dal Tatarella, potremmo allargare a tutto il resto. Il fenomeno riguarderebbe sia le direzioni sanitarie che i medici di struttura complessa che governano le risorse, a cui vengono assegnati i budget per gli istituti contrattuali della pronta disponibilità  e prestazioni straordinarie.
Il tutto avviene nel momento di forti cambiamenti all’interno della Asl di Foggia e, in particolar modo, nei presidi di Cerignola e Manfredonia, dove si è registrato una cambio di passo alla guida del plessi ospedalieri: fuori, rispettivamente, Dalessandro e Furio (già  sostituito da Mezzadri), dentro Costantino e Balsamo. L’ex direttore sanitario per delega del Tatarella di Cerignola, tra l’altro, ha presentato ricorso poichè la sua domanda, al pari delle altre candidature, è stata ritenuta inammissibile. La richiesta di sospensiva propugnata davanti al TAR Puglia è stata rigettata, e adesso si dovrà  aspettare che la giustizia amministrativa si esprima nel merito della decisione della Asl di Foggia.  Non ci sono stati, invece, ricorsi da parte di tutti gli altri esclusi (6) che di fatto hanno reso deserto l’avviso pubblico.  
LA REPLICADalessandro: “”Turni impossibili, che li facciano i sindacati””
Sappiamo tutti che la normativa sulla pronta disponibilità  riguarda gli orari notturni, ma cosa dovremmo fare con questi organici risicati? Interrompere il servizio?. L’ex direttore sanitario per delega del Tatarella, Rocco Dalessandro, è finito nell’occhio del ciclone sollevato dai sindacati Nursind e FSI riguardo gli straordinari erogati nel plesso ospedaliero del centro ofantino.
Il punto di partenza è la carenza di personale in organico che renderebbe impossibile l’organizzazione dei turni, resi ancor più rigidi dal recepimento della Direttiva europea 2003/88 che impone 11 ore di riposo nelle 24 lavorative per un limite massimo di 48 ore settimanali: Fermo restando che il ricorso alla pronta disponibilità  è stato concordato anche con i sindacati, si tratta comunque di accorgimenti marginali per garantire almeno un medico ed un infermiere oltre gli orari di lavoro, a meno che non si voglia scaricare tutto sul medico di pronto soccorso o si voglia gettare in una gestione incontrollata tutto il plesso ospedaliero, rimarca Dalessandro.
La pronta disponibilitࠝ, quindi, assume lo status di urgenza e la deroga quello di norma. Anche negli ospedali delle regioni del centro nord, che non pagano gli stessi problemi di personale che abbiamo in Puglia, la pronta disponibilità  serve a mantenere in piedi le strutture: io darei i turni ai sindacati e darei loro carta bianca per organizzarli. Gli organici sono insufficienti. Ad esempio, consideriamo ostetricia, dove servirebbe almeno un medico in servizio e due in pronta disponibilità . Il reparto, però, ha solo 8 unità  mediche e non può permettersene tre disponibilitࠝ, aggiunge l’ex direttore sanitario.
Secondo stime diffuse dai sindacati, che avrebbero anche la conferma del direttore generale della Asl di Foggia, ammonterebbe a 2 milioni di euro il buco nel bilancio dell’azienda sanitaria locale di Capitanata per l’erogazione dei budget che poi sono gestiti direttamente dai presidi ospedalieri per organizzare turni, straordinari e prestazioni aggiuntive: Mi sembra una somma eccessiva e di certo non proviene tutta dal Tatarella di Cerignola.  Ripeto, la normativa la conosciamo tutti, così come i problemi di gestione del personale. Qui ci sono reparti come Fibrosi Cistica, Pediatria, Ostetricia, Urologia che hanno soltanto 5/6 unità . Come si fa a garantire i servizi senza ridurre l’ospedale ad un gigantesco pronto soccorso? Prendiamo il caso di chirurgia generale, dove si opera 2 volte a settimana. Il calendario di maggio prevede due sedute al mese per ogni branca chirurgica, escluse le emergenze. Questo significa che le lista d’attesa aumentano e il malcontento dei cittadini pure, spiega Dalessandro.
Ancor peggio quando le patologie sono più gravi: Che si fa quindi con i malati oncologici? Si fanno aspettare più di 20 giorni perchè non ci sono anestesisti? Ad oggi ve ne sono due a giorni alterni. Dalessandro, che da poco ha lasciato la direzione sanitaria del Tatarella in favore di Antonietta Costantino, ritorna sulla nuova nomina: Ho avviato un ricorso presso il giudice del lavoro, perchè ritengo che la dichiarata inammissibilità  della mia candidatura all’avviso pubblico non sia legittima. Le motivazioni che mi hanno dato non le condivido, è come se in otto anni io non sia mai esistito all’interno dell’ospedale. Per il momento l’ospedale cerignolano sarà  retto da Antonietta Costantino, che nei prossimi tre mesi si alternerà  con altri due medici provenienti da San Severo. La causa di Dalessandro contro l’azienda inizierà  il 29 settembre 2016. Tra le 8 richieste di candidatura, tutte rigettate, solo quella del medico cerignolano sarà  oggetto di strascischi giudiziari. Nel frattempo il Tatarella Piazzolla va avanti.
Michele Cirulli
 

 

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