“”L’aria è pesante””. Il sindaco contro le forze dell’ordine, le reazioni

La percezione, anche all’interno dei comando dei carabinieri e del commissariato di Cerignola, è che il sindaco Franco Metta stia cercando uno scontro tra istituzioni. Fonti vicine alle forze dell’ordine informano infatti che l’ennesimo post facebook pro-abusivi abbia fatto sobbalzare dalla sedia non sono i tutori della sicurezza, ma anche i piani alti foggiani.

 
Sul fronte legalità  sembra esserci un vero e proprio caso Cerignola. Nei corridoi di Palazzo di Città  e nelle case delle forze dell’ordine il resoconto sembra essere unanime, perchè l’aria è pesante. Il terreno di scontro, ancora una volta, è rappresentato dall’operazione interforze effettuata dalla Guardia di Finanza, dai carabinieri e dalla polizia nella giornata del 29 aprile scorso, quando sono stati controllati i numerosi esercizi abusivi ortofrutticoli presenti in città .
A poche ore dal blitz, il sindaco Franco Metta ha preso subito le distanze: Chi, per parlarne bene o per parlarne male, attribuisce al Sindaco la operazione congiunta di Polizia, Carabinieri e Finanza in atto da stamattina, ha sbagliato indirizzo. Il Sindaco non ha promosso l’operazione e nemmeno l’ ha mai richiesta e sollecitata. Ognuno giudichi come ritiene. Ma il Sindaco non ci azzecca proprio nulla. Un post che ha indignato cittadini e forze politiche, che al contrario hanno sperato in un sostegno alle forze dell’ordine. Anche perchè, solamente ad ottobre scorso, erano stati i vigili urbani del comandante Delvino (quindi l’amministrazione) a fare le pulci agli abusivi italiani, con controlli e segnalazioni.
Dopo qualche ora, però, il comune è stato assediato dagli esercenti in protesta. Ma non è stato il primo blitz del corpo di polizia municipale, perchè il mese prima, a settembre 2015, gli agenti hanno effettuato sequestri in piazza Bologna, regno degli abusivi nordafricani. Ed in quella occasione il primo cittadino era sembrato rampante, tanto da dirsi orgoglioso per il contrasto all’illegalità  sui ragazzi di colore. Oggi cambia idea. Tanto che due giorni fa, ancora attraverso il proprio profilo Facebook, ha nuovamente preso le distanze da polizia, carabinieri e guardia di finanza, attaccandoli frontalmente: Per una volta, un qualsiasi rappresentante delle istituzioni si preoccupava di loro, non per reprimere o punire, ma per dare una mano. Il giorno dopo rapina alla Posta di via Napoli. Ma che volete che sia, abbiamo stroncato il traffico di cime di rape.
Un passaggio, quest’ultimo, che ha aumentato le tensioni a senso unico create già  a luglio scorso, quando, con i bagordi per la vittoria ancora in corso, Metta bacchettò le forze dell’ordine a mezzo social:  Scippi. Rapine stradali. Cittadine inseguite nei portoni da criminali senza paura. Controllo del territorio: zero. La delegittimazione degli organi deputati alla sicurezza ha creato l’effetto domino: Non mi sento affatto tutelato, diceva ai microfoni, sui social e nelle interviste perchè Gerardo Bevilacqua lo incalzava sulle sue giravolte politiche (caso mensa-inceneritore su tutti).
Ma anche i consiglieri comunali hanno dimostrato nel tempo di aver imparato la lezione, ironizzando sulla presenza dei poliziotti nelle riunioni di consiglio. Durante un incontro pubblico tra genitori e amministrazione comunale, più volte la consigliera comunale cicognina Loredana Lepore ha pubblicamente sbeffeggiato il lavoro delle forze dell’ordine: Ma non dovevate garantire l’ordine pubblico?, diceva al microfono durante le proteste di Bevilacqua e di un centinaio di genitori rivolgendosi ironicamente alla Digos.
Quando c’è un presidio di legalità , Metta non ci vede dalla rabbia. Così anche l’attacco a don Pasquale Cotugno, referente cittadino di Libera, che l’aveva invitato ad aderire alla campagna sulla trasparenza proposta da don Ciotti, esibendo il casellario giudiziale, la situazione reddituale e patrimoniale (come tra l’altro prevede la legge): E quello don Pasquale strumentalizza, mente per omissione, e detto sinceramente, prova ad infastidire il Sindaco, che ha ricevuto idee e progetti in tema di legalitࠝ minacciando di rivolgersi- come poi ha fatto- all’allora vescovo, don Felice Di Molfetta. Così come quando alcuni cittadini, dopo aver telefonato ai vigili urbani, hanno reso pubblica la segnalazione per un furto di un albero in una piazza di Cerignola.     L’attacco fu del consigliere Terenzio, che apostrofò come imbecilli i denuncianti, che inconsapevolmente avevano dato avvio a speculazioni politiche. Il giorno dopo Metta si recò personalmente in quella zona, dicendo che in quel vuoto dove era sparito un albero ne avrebbero piantato uno più bello, e che le accuse per quel furto (da cittadini e politici) erano pretestuose.
Nell’ultimo post anti-polizia del 5 maggio scorso, Metta se l’è presa anche con indecifrati sepolcri imbiancati e farisei senza vergogna che rubano con l’allaccio abusivo l’acqua al Comune. Da pubblico ufficiale denuncia un reato a mezzo Facebook, continuando a prendersela con chi è appagato vedendo sette famiglie gettate sul lastrico, migliaia di euro finire nella spazzatura , nugoli di divise, elicotteri, squadriglie automontate, circondare gli untori del crimine ortofrutticolo. Si gonfiano le gote con la parola legalità . Appagati, felici:  da due giorni il mondo è migliore; abbiamo distrutto chili di ¦..cime di rapa. Ma conosco io, personalmente, le tristi, drammatiche sofferenze di ognuno di loro. Ha poi aggiunto: Mentre qualcuno contava di vendere tre arance per comprare un litro di latte e pagare il ticket medicinale, e ha dovuto rinunciarci. E guai a non pensarla come loro.  Il fariseo/ ladro di acqua comunale, la nullità , insopportato da tutti, i miei ammiratori latenti, ossessionati da me, il sempre e plurifallito, inetto a tutto, alzano alti lai.   Il caso Cerignola è uscito dai confini locali, perchè le intemperanze del sindaco Metta iniziano a mettere in imbarazzo le istituzioni dello Stato.
La polizia: “”Disorientati dalle parole di Metta””
“”Siamo disorientati nel leggere che il primo cittadino di Cerignola contrasti l’affermazione della legalità “”. Ad esprimere preoccupazione è il SIULP (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori di Polizia) presieduto da Michele Carota. “”Non vogliamo entrare in scontri con le Istituzioni locali  “ aggiunge il segretario provinciale “ ma il primo cittadino sembra evidentemente trascurare quali sono le motivazioni e le esigenze che muovono l’attività  degli organi di Polizia. Cio premesso, senza voler entrare nei dettagli riteniamo quanto meno singolare che l’affermazione della legalità  possa essere contrastata da chi per dovere e per missione istituzionale dovrebbe essere il primo a sostenenerla. Speriamo che i mass media abbiano travisato le sue affermazioni. Ci aspettiamo “ conclude l’ispettore“ che l’Autorità  locale e provinciale di pubblica sicurezza assumano, al riguardo, una chiara posizione””.
 

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