Assenti che firmano, assessori progettisti e Fosse stravolte: Bufano nel caos

Antichi contenitori di grano incastonati nel sottosuolo, caso unico in Europa (in Spagna un caso simile), ma da oggi terreno di scontro urbanistico, politico, di intrecci di varia natura e non sempre cristallini.

 
Il Piano delle Fosse granarie finisce sotto la valutazione della Soprintendenza dei Beni Culturali che il 12 aprile scorso ha dato parere negativo all’intervento pensato dall’amministrazione comunale di Franco Metta perchè il progetto presentato nel 2016 non sarebbe coerente con la natura del manufatto storico. Inoltre, come se non bastasse, l’organo del ministero esprime dubbi rispetto ai lavori già  realizzati dal 2010 in poi, quando il direttore dei lavori, insieme a Enzo Rendine, è stato l’attuale assessore ai lavori pubblici, Tommaso Bufano.
L’intervento di Recupero e Salvaguardia del Piano delle Fosse non è nato sotto una buona stella, perchè appena insediatasi l’amministrazione Metta ha rischiato di perdere il finanziamento di 1 milione di euro per i ritardi accumulati nell’invio della candidatura del Comune di Cerignola, nel frattempo scivolato in fondo alla classifica dei progetti finanziabili. Solamente un secondo piano di interventi da parte di via Capruzzi, in maniera fortuita, ha permesso di aprire un cantiere sul Piano san Rocco. Ma la Soprintendenza, visto il progetto esecutivo, ha dato lo stop: Per quanto attiene allo stralcio 3 gli elaborati grafici e le foto simulazioni presenti nella documentazione della gara d’appalto- scrive nella sua relazione il soprintendente Carlo Birrozzi- rappresentano soluzioni di arredo dell’area (es. piazzole in legno con spine di grano giganti) che si respingono in toto, sostenendo che il piano delle Fosse  granarie, per la sua natura e singolarità , merita una più rispettosa utilizzazione.
Il parere è negativo e senza fronzoli. Birrozzi aggiunge appunti anche sul modus operandi di Bufano&Rendine negli stralci precedenti, dal 2010 in poi, ipotizzando che il settore C dello stralcio 2 non è autorizzato  fino a valutare, anche per gli altri interventi non autorizzati, tutti i provvedimenti di competenza da adottare. La bocciatura per Bufano avviene sia per gli ultimi lavori targati 2016 che per i precedenti perchè le operazioni avvenute sul terreno hanno modificato l’orografia del sito e il rapporto tra il suolo e le imboccature delle Fosse. Ciò ne ha stravolto l’immagine e il significato culturale tanto da rendere quella testimonianza storica senza pari una sorta di comuni fioriere o panchine. L’affare-Fosse è sbarcato anche in consiglio comunale per opera della consigliera comunale Maria Dibisceglia, che già  in più occasioni ha sollecitato spiegazioni e chiarimenti sulla gara: L’aggiudicazione dei lavori alla ditta Edil Cirsone è avvenuta il 29 dicembre 2015 con determina dirigenziale firmata dalla dirigente Daniela Conte. Solo che quel giorno Conte è stata assente e non si capisce come abbia potuto firmare il provvedimento. Il sindaco Metta, in consiglio comunale, ci ha risposto che l’assenza della dirigente era riferita solo al pomeriggio, ma tramite accesso agli atti, consultando il registro personale, ci siamo accorti che Daniela Conte è stata assente per tutta la giornata. Di questo informeremo la Procura della Repubblica, aggiunge Dibisceglia.
L ‘omissis rispetto ad un progetto approvato e non rispettato, anzi stravolto, si definisce un abuso a tutti gli effetti. Oggi più che mai- dice Dibisceglia- un abuso anche di natura politica, considerato che in campagna elettorale l’ avv. Metta dipingeva Bufano come l’uomo del cambiamento urbanistico della cittࠝ.     Perchè a questo vanno aggiunte delle procedure quantomeno irrituali, rese note proprio dalla democratica, che riguardano ancora una volta il tecnico del sindaco: il 19 aprile, in qualità  di progettista, Bufano invia documentazione al comune. Dibisceglia chiede di verificare la compatibilità  tra la sua carica di Assessore e lo svolgimento della libera professione nello stesso Comune, considerato che il TUEL, con specifico riferimento ai rapporti fra mandato politico e libera professione stabilisce che “”I componenti la Giunta Comunale competenti in materia di urbanistica, di edilizia e di lavori pubblici devono astenersi dall’esercitare attività  professionale in materia di edilizia privata e pubblica nel territorio da essi amministrato””.
L’assessore ai lavori pubblici si difende attraverso una nota stampa in cui sfiora soltanto il merito delle molteplici osservazioni rivolte al suo operato. Tutti i lavori effettuati nel passato sul Piano delle Fosse sono stati preventivamente vagliati ed assentiti dalla Soprintendenza. Cambiato il tecnico responsabile, il subentrante ha criticato non il lavoro mio o dell’architetto Rendine,  bensì i pareri e le indicazioni del suo stesso ufficio, del suo predecessore. Come tutti comprendono “ fatta eccezione per la Di Bisceglia “ quanto realizzato non è più in discussione.
Lo stesso subentrante alla soprintendenza apostrofato in consiglio comunale come personaggio da parte di Bufano. Tuttavia, il 5 maggio i tecnici del Comune e soprintendenza si riuniranno per esaminare la pratica e trovare una soluzione condivisa per la realizzazione del terzo stralcio, quello bocciato. Si dovrà  mettere mano nuovamente al progetto valutato fuorviante rispetto alle indicazioni di recupero del Piano San Rocco. Anche se, stando alle indiscrezioni, i rapporti tra la Sopritendenza e l’amministrazione comunale si sarebbero ulteriormente sfilacciati dopo successivi chiarimenti tra le parti.
Michele Cirulli
 

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