Verde pubblico, polemiche sulla gara

Dalla mensa scolastica all’urbanistica, dalla villa comunale alla gestione dei parcheggi. Le gare dell’amministrazione Metta sono sempre molto chiacchierate e non mancano di creare scalpore e in qualche caso denunce presso la Procura della Repubblica.

 
L’ultima gara dalle procedure discusse si chiama verde pubblico ed è un bando complesso con alcune stranezze più uniche che rare.
La gestione e la manutenzione del verde pubblico erano state affidate alla SIA srl, la società  che si occupa di raccolta e smaltimento rifiuti nei paesi che compongono il Consorzio di Igiene Ambientale Fg4. Con l’avvento della nuova amministrazione, nel 2015, e con il braccio di ferro con l’allora amministratore unico Francesco Vasciaveo, il servizio- come già  fatto negli ultimi mesi dell’amministrazione  Giannatempo- è passato nelle mani di cooperative, tra cui Ripalta, che nel primo scorcio di consiliatura del Cambiamento è stata tra le ditte più attive a costo zero e non.
A marzo scorso, però, ravvisata la necessità  di nuovi affidamenti, l’ufficio tecnico, nella persona del dirigente Clorindo Izzillo (che nel frattempo ha sostituito Daniela Conte, nomina mettiana, durata appena 8 mesi) dà  luogo all’istituzione di una elenco di fornitori per l’affidamento dei servizi e dei lavori inerenti il verde pubblico, l’arredo urbano e l’ambiente, da interpellare per l’affidamento in argomento in caso di ricorso a procedure negoziate, con la possibilità  però di attingere anche servizi al di fuori della lista estendendo le future ed ipotetiche indagini di mercato.  Ma prima di mettere nero bianco la short list succede l’imprevedibile attraverso una gara che, nei fatti, vede vincere la ditta eliminata dal bando.
La garaA gennaio 2016 il settore ambiente dell’ufficio tecnico recepiva gli indirizzi per una gara  a cui devono partecipare ditte e cooperative per  l’affidamento dei servizi e dei lavori inerenti il verde pubblico, l’arredo urbano e l’ambiente, da interpellare per l’affidamento in argomento in caso di ricorso a procedure negoziate. Dunque, informa il dirigente al ramo, si procederà  in questo modo: per incarichi di importo fino ad ‚¬ 40.000,00, oneri esclusi si procederà  mediante affidamento diretto, attingendo dalla categoria pertinente; mentre per incarichi di importo superiore ad 40.000,00 e fino ad ‚¬ 100.000,00 mediante procedura del cottimo fiduciario con l’invito rivolto ad un numero di professionisti non inferiore a cinque soggetti, se sussistono in tale numero aspiranti idonei.  Individuato il perimetro del bando, il 3 marzo venivano invitate a partecipare sei ditte: Azienda Agricola Campana Giulio; Società  Cooperativa Sociale Art.1; Mondoservice società  Cooperativa Sociale a r.l.; Società  Cooperativa Ripalta a r.l.; Europe Service Società  Cooperativa Sociale a r.l.; Cooperativa Agricola Dimensione Verde Soc. Coop. A. r.l. La commissione che avrebbe valutato le offerte, invece, è composta da Vito Mastroserio, Giuseppina Marinaccio e Marino Russo. Il 15 marzo si aprono le uniche due buste pervenute: quella di Mondoservice e quella di Europe Service. L’intoppo Nella valutazione del progetto della ditta Mondoservice e dall’esame della documentazione si è rilevato- si legge nella determina 239- che lo stesso progetto tecnico di gestione conteneva, in calce, il costo del servizio. A seguito di ciò la Commissione notava che la busta dell’offerta economica, ancora sigillata, traspariva l’importo offerto; per cui la ditta Mondoservice Soc. Co-op. Sociale veniva esclusa dalla gara come previsto al punto 13 del bando di gara. Il servizio passa a Europe Service, che vince con un ribasso di appena il 3%.
La marcia indietro e l’assegnazione Senza nessuna spiegazione Europe Service decide di andare via. Dopo pochi giorni rinuncia all’assegnazione in via temporanea per sopraggiunti impegni. La gara, vinta dopo l’eliminazione dell’unico competitor, è un buco nell’acqua perchè finisce per giovare la cooperativa che aveva perso. Infatti “ con la rinuncia di Europe Service- il servizio di gestione del verde pubblico “ dopo la revoca del bando- viene affidato in via temporanea e per due mesi alla Mondoservice, ossia la società  che in fase di presentazione delle buste aveva scritto in bella vista il costo dell’offerta presentata all’amministrazione provocando la propria autoesclusione.
Le accuse del PDA portare alla luce il caso verde pubblico è la consigliera del Partito Democratico Maria Dibisceglia: Sapete chi è il consulente del lavoro della cooperativa che ha vinto la gara? Michele Monterisi, il consigliere di maggioranza. A questo siamo.
Michele Cirulli
 

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