[L’intervista] “”Ecco perchè oggi chiudono reparti e ospedali””

Prima dei tagli, delle bozze, delle mobilitazioni dei cittadini, dell’accorpamento dei reparti, della caciara mediatica c’è un dettaglio, nemmeno troppo piccolo, che sfugge nelle analisi sull’ultimo piano di riordino della Regione Puglia. Chi ha deciso le regole del gioco?

 
L’origine delle sforbiciate sugli ospedali nasce nella conferenza Stato-Regioni, nelle trattative che i governi intraprendono per assegnare i budget a chi sul territorio dovrà  far quadrare conti e bilanci.
Ed in quella sede la voce delle regioni del sud sarebbe sempre troppo fioca, mentre a spadroneggiare sono i governatori del centro-nord, che riescono ad ottenere condizioni favorevoli di fatto producendo una sanità  di Serie A e di Serie B, generando un gap al ribasso per il Meridione.
Il presidente regionale dell’Associazione Nazionale dei Medici delle Direzioni Ospedaliere (ANMDO), Antonio Battista, al riguardo non ha dubbi: la culla del piano di riordino ospedaliero lacrime e sangue non si trova a Bari, ma a Roma.

Come valuta i ritocchi in Capitanata?

Mi pare che la provincia di Foggia sia stata toccata quasi per niente. In realtà  non aveva molto. Adesso dobbiamo stare attenti al trionfalismo dei politici, che diranno di aver salvato gli ospedali, ma in realtà  non hanno vinto alcuna battaglia. Prima di ieri non c’era alcun atto, nemmeno una bozza sottoscritta dalla Regione. Parlavamo di aria fritta, che ha creato un clima di paura e mobilitazione. è il nuovo modo di ottenere consenso senza spendere un euro. L’area barese e l’area ionico-salentina sono state toccate pesantemente, invece.

è stato definito un piano di riordino lacrime e sangue¦

I nostri interventi, come ANMDO, hanno messo a nudo la verità . La Puglia si sottomette alle regioni del nord, che guidano il paese. Nelle conferenze stato regione si approvano delle regole capestri per il sud, poi gli stessi governatori che le hanno appoggiate e votate 15 giorni prima vengono al sud e sostengono di avere le mani legate perchè le leggi statali sono troppo dure, in cambio non si sa di che cosa. C’è una grande responsabilità  politica delle regioni del Mezzogiorno. è sottomissione a ministeri, firmano accordi sfavorevoli.

Quali, per esempio?

Il primo accordo sfavorevole è quello legato ai costi standard. Mentre noi invecchiavamo come popolazione,  e quindi con i vecchi criteri avevamo diritto ad aumentare le assegnazioni, e mentre le regioni del nord diventavano più giovani con gli immigrati, quindi con meno assegnazioni, hanno deciso di cambiare criteri di gioco e si sono inventati i costi standard, che sono una iattura per il sud. Restiamo con gli stessi soldi di prima, ma la popolazione diventa più anziana aumentando il bisogno di salute.

E il secondo accordo sfavorevole?

La spesa per il personale è ancorata a quella del 2004, ben 12 anni fa, decurtata del -1.4%. Questa è una spesa che non può aumentare, ma deve diminuire, quindi non si potranno mai garantire nuovi servizi. Non si potrà  fare Cardiochirurgia, non si potranno fare i servizi territoriali e vogliono far credere che chiudendo i piccoli ospedali si potenzia il territorio. La Puglia ha perso quasi 5000 dipendenti col blocco del turn over, che è stato voluto per autolesionismo dalla Regione e non dai Ministeri.

Quindi non è solo responsabilità  degli ospedali che non funzionano

Non si può vedere se un ospedale funziona se per 5 anni non gli rendi almeno il personale che va in pensione. Non ci sono ginecologi ed ostetriche, quindi non si può partorire. Poi arrivano dalla Regione e dicono che si fanno pochi parti. è normale che senza personale i reparti non reggono. Non si valutano i servizi sulla base del funzionamento, ma si valutano sul bisogno di salute. Serve o non serve il Tatarella a Cerignola, ad esempio? Ci sono le autostrade? Serve la rianimazione? Nascono o no i bambini a Cerignola? Allora potenziamolo. Questo è l’altro trucco: così è naturale che i conti non tornano. IL funzionamento è legato alle risorse che dai.

Cosa si sarebbe potuto fare di più?

Se avessero tagliato Foggia con 7200km quadrati di territorio, non avrebbero presidiato nulla. Già  adesso da Gargano nord e sud per arrivare alla prima rianimazione è complicato. E il subappennino ancora peggio. Io Avrei potenziato Lucera, ne avrei fatto ospedale di primo livello perchè arrivare a Foggia significa impiegare un’altra mezz’ora, che in certi casi è determinante. Avrei potenziato tutti e quattro. I trionfalismi di chi dice abbiamo salvato fanno ridere. è rimasto tutto depotenziato.

Compresi i posti letto. Dicono che la Capitanata abbia più posti letto in Puglia.

Il 3.7 di posti letto per 1000 abitanti si calcola su base regionale e non sulla provincia. In Capitanata non ci sono più posti letto. Se mettiamo una  IRCCS e Università  è chiaro che si alza il parametro. è come se Bari non si dovesse considerare il policlinico e l’oncologico perchè assorbono posti letto. E allora che facciamo? Chiudiamo tutto? Il calcolo non è per provincia, ed è un altro trucco. Intanto la Puglia (3.4) sta sotto gli standard nazionali (3.7 per mille abitanti), tra l’altro.

Tutta colpa delle Regioni del nord?

Lasciano ospedali senza terapia intensiva. Se succede qualcosa durante un’operazione in ospedale di base, quelli senza rianimazione, a chi ti rivolgi? Questi sono gli ospedali di base previsti dal decreto 70/2015, nati per soddisfare le esigenze delle regioni del nord, che hanno centinaia di ospedali a differenza nostra e quindi possono prevedere queste strutture, pur di non chiuderle. Gli ospedali di base servono per il consenso dei piemontesi, dei lombardi, degli emiliani, dei toscani che sono pieni di ospedali. Il problema è che noi come Puglia abbiamo sottoscritto quegli accordi. L’Emilia Romagna è oltre il 4 posti letto per mille, atro che 3.7. Qualcuno dice di chiudere?

Perchè solo la Puglia?

Siccome abbiamo meno soldi, il Ministero dell’Economia dice chiudere le strutture; le altre regioni hanno più soldi e mantengono tutto. Sono i soldi che fanno la salute. Così funziona. E noi firmiamo quegli accordi e ci fanno credere che c’è cattiva gestione, che siamo idioti e camorristi.
Michele Cirulli
 
 

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