“”Avete acqua da bere?”” e scatta la rapina: arrestati

Avete dell’acqua da bere?: questa era la frase con la quale i componenti, tutti di nazionalità  rumena, della cosiddetta banda delle rapine con l’acqua si presentavano al cospetto della vittima prescelta appellandosi al suo senso di umanità , sentimento che qualche istante dopo proprio gli aguzzini dimostravano di non conoscere affatto ponendo in essere il loro diabolico piano.

 
 
Nei giorni scorsi nelle campagne del basso Tavoliere si è verificato un insolito fenomeno delinquenziale: le rapine in campagna in danno di agricoltori con il metodo della falsa richiesta di acqua da bere. Impegnata nei lavori in campagna, la vittima di turno individuata dalla banda di malfattori, ingannata dall’iniziale ed apparentemente innocente richiesta, abbassava il livello di attenzione nei confronti dei suoi interlocutori mentre si prodigava per reperire dell’acqua potabile per i suoi aguzzini che, in quel frangente, facevano scattare la trappola, aggredendo con violenza l’agricoltore, ponendolo in una condizione di non potersi difendere nè tantomeno opporsi al grave fatto delittuoso e privandolo di tutti gli oggetti di valore e/o di danaro nonchè dell’autovettura.
Pressanti servizi di controllo delle aree rurali e prolungate battute di ricerca per le campagne di Cerignola e dei comuni limitrofi, anche con rastrellamenti a tappeto di intere contrade, hanno consentito di individuare un furgone sospetto che si aggirava nelle campagne cerignolane. I militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Cerignola, dunque, decidevano di procedere al controllo del furgone. Non appena consci della presenza dei Carabinieri, i due occupanti del furgone cercavano di darsi a precipitosa fuga a bordo del mezzo nelle campagne circostanti, ma venivano, dopo un breve inseguimento, prontamente bloccati e tradotti in caserma per gli accertamenti di rito. I due venivano identificati in Gheorghe Plai, rumeno, classe ’76, e un minore, sempre di nazionalità  rumena. I due, incensurati e senza fissa dimora in Italia, non riuscivano a giustificare in maniera plausibile la loro presenza nel luogo ove erano stati bloccati nè il loro tentativo di sottrarsi al controllo di polizia.
Contestualmente, in agro di Trinitapoli, sempre i militari del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Cerignola individuavano e bloccavano, anche in questa circostanza dopo un breve inseguimento a piedi, un altro soggetto rumeno, tale Mihai Marian Turcu, classe ’84, incensurato. Lo stesso, poco prima del controllo, era stato notato mentre chiedeva l’elemosina nei pressi di un supermercato. Alla luce della reazione avuta e del tentativo di far perdere le proprie tracce, anch’egli veniva tradotto in caserma per ulteriori accertamenti.
A seguito di un’approfondita attività  d’indagine, i tre soggetti rumeni venivano dichiarati in stato di fermo di indiziato di delitto poichè gravemente sospettati di aver fatto parte della banda che, diverse ore prima, nelle campagne di Cerignola, aveva rapinato un agricoltore, dopo averlo imbavagliato ed immobilizzato. In tale circostanza la vittima, mentre era intenta ad effettuare dei lavori in campagna, era stata avvicinata dai malfattori i quali avevano vinto l’iniziale diffidenza dell’agricoltore con una ingenua richiesta di acqua potabile. Appena l’agricoltore si era distratto per procurare ed offrire loro quanto chiesto, gli stessi lo avevano aggredito, lo avevano costretto ad entrare nella sua abitazione, poco distante da luogo della rapina, lo avevano imbavagliato e legato sul letto ed avevano asportato diversi oggetti di valore, tra i quali una televisione, degli attrezzi da lavoro ed un telefono cellulare, nonchè l’autovettura, dandosi poi alla fuga. La violenza e la tenacia criminale dei rapinatori era stata tale che persino il minorenne aveva avuto parte attiva nel grave fatto delittuoso; egli, infatti, si era occupato di tenere sotto controllo la vittima dell’azione delittuosa imbavagliata e legata sul letto, mentre i correi si erano occupati di trafugare tutto ciò che potevano.
Considerati gli inconfutabili elementi di colpevolezza raccolti a carico dei rei, stante la gravità  dei fatti delittuosi commessi nonchè il concreto pericolo di fuga, le competenti Autorità  Giudiziarie disponevano che i fermati fossero tradotti rispettivamente presso il carcere di Foggia e nell’istituto penale per minorenni di Bari. Sono in corso indagini volte all’individuazione degli ulteriori complici dei tre fermati.

 

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