Piazzolla (Asl Fg): “”Inevitabile ridimensionare i posti letto””

La Asl di Foggia è la maglia nera della Puglia rispetto alle performance studiate dall’istituto Sant’Anna che, su input del governo di via Capruzzi, ha analizzato punti di forza e punti di debolezza delle strutture ospedaliere della Capitanata.

 
Una fotografia in chiaroscuro, con molte criticità  che rendono il foggiano la Cenerentola della regione: fatto sta che all’ultimo posto tra le province pugliesi si piazza l’azienda che oggi è guidata da Vito Piazzolla, il nuovo direttore generale che ha sostituito Attilio Manfrini e che proviene dall’ARES (agenzia regionale sanitaria) per ristrutturare il modello Foggia. Forse non una scelta a caso, quella di un tecnico che era partito come Commissario Straordinario scelto dall’allora governatore Nichi Vendola e poi è stato riconfermato dal nuovo leader Michele Emiliano per portare  a termine una riorganizzazione nel territorio più sciagurato e che, dati alla mano, crea più imbarazzi per il titolare della delega alla sanità  pugliese e per il direttore del dipartimento Giovanni Gorgoni.
La Asl di Foggia è indietro per quanto riguarda le cure domiciliari, l’appropriatezza chirurgica, l’efficacia del trattamento delle patologie croniche; ma anche in fondo alla classifica se si considerano l’appropriatezza medica o la compliance farmaceutica, ovvero la corrispondenza tra diagnosi e trattamento del paziente.
Probabilmente anche per questo al quarto Piano di Piazza della Libertà  i presidenti di Regione ci hanno mandato un tecnico. Che faccia scelte anche impopolari. Lo sapevamo che avevamo un tasso di utilizzo di 220 contro i 160 previsti dalle nuove regole e sapevamo che le nostre sono zone disagiate, che in qualche modo l’ospedalità  era sopra ogni tipo di standard, perchè è complicata la soluzione geografica che andiamo a studiare. Bisogna riorganizzare tutta la rete con i Riuniti e con l’IRCCS di San Giovanni Rotondo, perchè dovremo stabilire una continuità  di cure, dice il dg della Asl di Foggia.
I dati diffusi venerdì pomeriggio da Michele Emiliano sembrano non preoccupare Piazzolla: Eravamo a totale conoscenza di questi dati, vengo da un posto, l’ARES, in cui questi studi erano la quotidianità . Non avrebbero mandato me qui, altrimenti; avrebbero mandato un altro, ironizza. Proprio dalla cabina di regia tecnica della sanità  pugliese, Piazzolla deve ridistribuire le risorse sulle analisi del Sant’Anna che si riferiscono agli anni 2013-2014: Va infrastrutturata tutta la rete e va fatto un ragionamento serio, perchè non si potranno evitare alcuni ridimensionamenti, credo principalmente sui posti letto. In Capitanata l’incidenza dei posti letto per mille abitanti è 4.2 e dovrebbe essere di 3. Ci lavoriamo quotidianamente. è una cosa che bisognava fare da un po’ di tempo: Bisogna portare il numero di posti letto ad uno standard più adeguato, elevare qualità  e prestazioni, aggiunge il dg barlettano. Il periodo della sanità  pugliese non è il migliore, perchè oggi ci si ritrova stretti nella morsa di tre grandi paletti che delimitano (e limitano) il raggio di azione di qualsiasi manager della sanità . Per dirla con le parole di Piazzolla, si tratta di coordinate dalle quali non si sfugge. Ossia il Programma Operativo che ci impone di fare riordino, il decreto 70 del 2 aprile 2005 e l’altra è direttiva europea che ci impone di fare turni in certa maniera. è chiaro che con i confini così marcati, la soluzione è quasi matematica.
Razionalizzare e tagliare, prima di tutto. Senza girarci troppo intorno. Anche perchè il presidente Emiliano si dice pronto a dare una netta sforbiciata a 25 ospedali della Puglia, costi quel che costi, barricate politiche comprese. A rischiare, nella Asl FG,  Lucera e, forse, Manfredonia. è per questo che la politica pare mobilitarsi nell’offrire soluzioni. Come l’europarlamentare Elena Gentile, che in settimana ha auspicato le scelte giuste per Piazzolla oltre al modello a km 0, che prevede che siano le troupe di medici a spostarsi e non i cittadini. Il direttore generale è chiaro: Ben vengano indicazioni diverse che portino ad un dibattito, dovremo trovare una punto di incontro tra mobilità  dei medici e mobilità  dei cittadini. Molte delle prestazioni per cui si spostano i cittadini, ad esempio, dovrebbero farle nel territorio con l’assistenza distrettuale, per creare un modello più efficiente. Tenendo però sempre presente che la Capitanata è diversa da Bari, dalla Bat o da Brindisi, forse si avvicina a Lecce. Questo per dire che esistono sistemi diversi. I modelli non funzionano tutti alla stessa maniera ovunque, conclude Piazzolla.
Per il governatore Michele Emiliano, che comunque può tirare un respiro di sollievo per l’andamento complessivo della sanità  pugliese, I dati che ci hanno consegnato restituiscono una Puglia che dal punto di vista sanitario è in netto miglioramento. è la regione che forse è migliorata di più tra il 2013 e il 2014. Questo significa che stiamo andando nella direzione giusta e che sarà  più facile, attraverso questi dati, costruire l’efficienza per un migliore servizio da dare ai cittadini. Non disporremo più solo del dato riferito dal singolo ospedale o dalla singola azienda, ma avremo dati a confronto tra le aziende pugliesi e italiane, che ci consentiranno di stabilire dove siamo più avanti e dove dobbiamo recuperare.
Questi elementi- prosegue il governatore- sono centrali anche al fine di risparmiare il denaro perchè, come ho detto più volte, non ho intenzione di aumentare la pressione fiscale per finanziare la sanitࠝ. I dati del San’t’Anna saranno la base di inizio per il nuovo modello di sanità  della Puglia al quale Vito Piazzolla ha già  messo mano.
Michele Cirulli
 

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