Sanità , nella Asl di Foggia le peggiori performance

Alti tassi di ospedalizzazione, performance negative soprattutto per l’Asl Foggia e difficoltà  delle due aziende ospedaliero-universitarie in confronto alle prestazioni registrate dai Policlinici del Centro-Nord. Sono solo alcuni dei risultati della sanità  pugliese analizzati dall’istituto Sant’Anna e consegnati alla Regione per un primo bilancio delle performance ospedaliere.

 
I tecnici della scuola pisana hanno consegnato al presidente Michele Emiliano e ai direttori generali di tutte le Asl riuniti nell’assessorato regionale alla Sanità  una mole importante di dati e di grafici che verranno resi noti prima di Natale. Il report, realizzato su richiesta della stessa Regione, contiene i risultati ottenuti dal sistema sanitario regionale su 200 indicatori. Finora le Regioni che si erano già  affidate ai report del Sant’Anna per valutare le loro prestazioni in sanità  erano in tutto 14. Ora a queste si aggiunge la Puglia. I risultati faranno parte dei contratti dei direttori generali delle Asl e serviranno per dare loro i voti finali. La particolarità  del report del Sant’Anna (adesso richiesto anche dall’Ue) è che funziona con il sistema del benchmarking, ovvero sul confronto fra sistemi. Non una classifica, insomma, ma uno strumento per fare programmazione sanitaria nei prossimi anni. è quello che tiene a specificare il direttore d’area Salute, Giovanni Gorgoni, che insieme al presidente Emiliano rende pubblici i primi dati contenuti nel report pisano: “”Dalle prime evidenze emerge che quello della Puglia è un percorso in netto miglioramento. Globalmente registra ben il 75 per cento di indicatori in aumento. è la Regione, tra quelle che usano il sistema a bersagli, che fa meglio come trend””. Tra i punti di forza del sistema sanitario pugliese ci sono la degenza ospedaliera medica, l’appropriatezza prescrittiva diagnostica e il settore dell’emergenza-urgenza. I punti di debolezza sarebbero rappresentati da un eccesso di prescrizioni farmaceutiche, da un alto livello di abbandoni nei pronto soccorso e da un altrettanto elevato tasso di mancata aderenza alle terapie farmaceutiche. Male anche il tasso di ospedalizzazione. Dai dati si temevano risultati peggiori, ma il terreno da recuperare per raggiungere i migliori sistemi sanitari regionali, come quello veneto, toscano o emiliano, è ancora tanto. Tutte le aziende hanno performance negative su più indicatori. Ma c’è chi rileva una certa difficoltà  delle due grandi aziende ospedaliero-universitarie (Policlinico di Bari e Ospedali Riuniti di Foggia) rispetto ai Policlinici delle altre regioni. In questo caso, le difficoltà  maggiori si rilevano nella produzione chirurgica e nell’emergenza-urgenza. Anche l’Asl di Foggia registra performance peggiori su più fronti rispetto a quelle delle altre aziende. Alla fine però lo stesso Emiliano esprime la sua approvazione nei confronti di tutti i manager sanitari pugliesi per il lavoro svolto soprattutto negli ultimi mesi: “”Stiamo andando nella direzione giusta  –  commenta il governatore  –  attraverso questi dati sarà  più facile costruire l’efficienza per un migliore servizio. Tra qualche giorno, quando avremo completato anche l’analisi dei dati del 2013, faremo vedere i bersagli che danno il senso delle capacità  di ospedali e reparti””. – repubblica.it-
 

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