Il riposizionamento della mala e le scarcerazioni eccellenti

Disordine pubblico, attentati dal sapore mafioso o regolamento di conti spietato e violento, non fa differenza. La Capitanata nelle ultime 48 ore è riuscita ad esprimere il peggio di sè e da Cerignola a San Severo, da Torremaggiore al capoluogo, aumenta il senso di insicurezza dei cittadini rispetto ai fatti delittuosi che stanno occupando i pensieri degli inquirenti.

 
 
L’escalation criminale non conosce limiti ed anche le piazze meno calde, come Torremaggiore il 1° novembre o Lucera nelle settimane passate, si ritrovano a tu per tu con l’anarchia dilagante, con assassini efferati e con la morte violenta. Cosa sta capitando nel foggiano? Quali sentimenti serpeggiano nelle periferie della regione? I cittadini richiedono più sicurezza nelle strade.
A Cerignola si spara in centro e sono rispuntate le richieste di applicazione dell’art. 7 bis del D.L. 92/2008 che prevede l’impiego dell’esercito nelle vie cittadine; a San Severo è delirio, con tre bombe esplose all’indirizzo di altrettante attività  commerciali.  Qualcosa bolle in pentola.
Per il presidente della Regione Puglia ed ex magistrato Michele Emiliano, si tratta di rigurgiti criminali: Purtroppo il fenomeno riguarda tutta la regione e non solo il foggiano. è evidente che dopo 20 anni di relativa tranquillità , con le scarcerazioni eccellenti e l’abbassamento della guardia, gruppi e gruppetti hanno preso in mano la situazione. Come fronteggiare l’emergenza? Molti arresti e buone indagini, con l’obiettivo di non lasciare terreno all’ascesa criminale, perchè ogni volta che si trascura un territorio va a finire che questo finisce nelle mani della criminalitࠝ.
Non solo per via della sua attività  con la toga,  il governatore conosce bene il territorio foggiano essendo stato assessore alla sicurezza nella giunta Miglio, a San Severo: Dopo la morte del capo mafia Palumbo stiamo assistendo ad una lotta per la successione. L’emergenza rimane aperta su tutto il territorio, per questo Emiliano lancia un appello alla società  civile: Chiedo ai pugliesi di aiutare e di collaborare. Lo si può fare senza esporsi troppo. Invito a stringere i ranghi e invito i sindaci a mettersi in prima linea contro la criminalità , chiedendo protezione per i loro territori.
La brutale marcia delle organizzazioni criminali appare inarrestabile. Tecniche raffinate per eludere i controlli, colpi incisivi e di grande impatto sull’opinione pubblica, controllo capillare del territorio. Dall’altra parte, nella guerra tra buoni e cattivi, le forze dell’ordine ottengono risultati pur tra mille difficoltࠝ. A parlare è Michele Carota, poliziotto sindacalista del SIULP.
Il miglior sistema per fronteggiare l’emergenza è creare un coordinamento tra le forze dell’ordine, anche arrivando alla costituzione di una centrale operativa unica. Questo passaggio agli occhi della gente potrebbe sembrare anche ininfluente, ma gli addetti ai lavori sanno benissimo quanto possa essere importante per la lotta alla criminalitࠝ.
Che quella vecchia legge 121, che prevede la fusione in un unico soggetto inquirente, possa trovare applicazione è il pallino fisso del Siulp. Nel frattempo sui territori persistono gravi criticità  di natura logistica: L’attività  di intelligence si muove al passo con i tempi, come del resto fa la criminalità , che sa rinnovarsi sempre. Però noi scontiamo diverse problematiche relative al personale: basti pensare che a Foggia l’età  media dei poliziotti in servizio è di 48 anni, non proprio fanciulli. Quando qualcuno va in pensione- osserva Carota- viene sostituito da colleghi che magari, dopo 10 anni di servizio, chiedono il trasferimento, che tra l’altro non sempre avviene. Trovare oggi giovani poliziotti nel capoluogo è utopia.
Nonostante gli intoppi burocratici lavoriamo portando a casa importanti risultati. Ma lo facciamo con mezzi scarsi, con tagli sistematici dei governi di centrodestra e centrosinistra, per non parlare delle situazioni contrattuali, riferisce il segretario provinciale e membro nazionale del Siulp. Che i tempi siano turbolenti – e che probabilmente continueranno ad esserlo in fase di riposizionamento dei clan- è un sentore che abbiamo anche noi di Libera, dice la referente foggiana Daniela Marcone.
Quello che sta avvenendo in questi giorni, anche in città  tranquille come Torremaggiore, non avviene per caso, anzi. è l’acuirsi di dinamiche già  presenti nel territorio, che vanno attenzionate concretamente. è bene portare avanti dei progetti seri, informare, stimolare l’opinione pubblica e non girare la testa come è avvenuto in passato, più che inviare note.
Michele Cirulli
 

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