Un po’ creativi, un po’ nerd. Arkham il pianeta dei fumetti

C’è un posto, a Cerignola, che ricorda vagamente il binario 9 ¾ della stazione di King’s Cross di Londra: quando se ne oltrepassa la soglia, sembra di entrare in un’altra realtà . Questo posto è situato tra una banca e una sala scommesse, ed è frequentato da strani ragazzi e da strane ragazze che hanno interessi del tutto inusuali per questa città .

 
Il posto, in via De Filippo, è una fumetteria che si chiama Arkham. Arkham è però molto più di una fumetteria: è un ritrovo per i cosiddetti nerd, termine inglese che indica i secchioni, ma che ormai indica tutti coloro che hanno la passione della fantascienza, dei fumetti, dei videogame, eccetera.Proprietari e gestori di Arkham sono due ragazzi di 22 anni, Antonio Tortorella e Giuseppe Serra.
Giuseppe ci accoglie ad Arkham e ci racconta la nascita della fumetteria: «Ho sempre desiderato aprire un posto come questo. Io mi rifornivo di fumetti a Foggia, dove partecipavo anche ai tornei di carte come Yu -Gi“Oh! L’idea della fumetteria l’ho sempre avuta, solo che mi mancava la disponibilità  economica. Poi, il mio socio Antonio mi ha proposto di formare una società  per realizzare questo progetto. Abbiamo inaugurato Arkham lo scorso 15 febbraio. In realtà , avremmo dovuto aprire molto tempo prima, ma delle vicissitudini personali ci hanno costretto a rimandare l’apertura. Per fortuna, tutto è superato e abbiamo potuto iniziare questa avventura».
Il nome, Arkham, è preso in prestito dal mondo di Batman: Arkham, infatti, è il manicomio criminale di Gotham City, il posto dov’è rinchiuso Joker. «All’inizio “ rivela Giuseppe “ volevamo il nome di Stark Industries (l’immaginaria multinazionale di proprietà  di Tony Stark, alias Iron Man). Poi, però, abbiamo scoperto che un’azienda con questo nome esiste realmente e abbiamo rinunciato».
La clientela non ha mai scarseggiato: «Abbiamo avuto subito successo, e lo abbiamo tuttora “ afferma Giuseppe senza nascondere la soddisfazione “ Però, c’è ancora molta gente che non ci conosce. Abbiamo una pagina Facebook seguita da oltre tremila persone, ma non basta. Vogliamo spostarci in un locale più grande perchè abbiamo della merce che non possiamo esporre per mancanza di spazio. Ciò che vogliamo fare è aumentare il numero delle librerie e installare delle postazioni pc per i giochi online. Vorremo, inoltre, diventare una libreria a tutti gli effetti. A fine settembre, parteciperemo anche alla Fiera del Libro nell’ExOpera per mostrare alla città  il mondo del fumetto. Le idee non ci mancano, insomma».
Il target di clientela al quale si rivolge Arkham è molto più vasto di quanto si immagini: «Naturalmente, ci sono più ragazzi che ragazze, ma la presenza delle ragazze non manca affatto. Certo, le ragazze sono più interessate alla lettura di fumetti che ai giochi, ma ora anche loro stanno iniziando a interessarsi ai giochi con le carte». L’età  media dei frequentatori e dei clienti è piuttosto bassa: «I nostri clienti sono per lo più adolescenti, ma ci sono molti ragazzini di età  inferiore ai dodici anni che vengono qui per giocare. Inoltre, ci sono persone oltre i trent’anni, ma anche quarantenni e cinquantenni, che vengono qui perchè appassionati di fumetti».
I dubbi sull’opportunità  di aprire un posto del genere a Cerignola, in principio, non sono mancati: «Ammetto che siamo partiti con la mentalità  degli sconfitti “ Giuseppe spiega “ e non solo a causa del modo di ragionare del cerignolano medio. Mi chiedevo, infatti, perchè qualcuno avesse dovuto venire qui per giocare a un videogame pagando due euro l’ora quando poteva benissimo giocare a casa sua. Invece, i ragazzi vengono qui con gli amici e possono tenere alto il volume della conversazione. Se poi vogliono giocare con le carte di Yu “ Gi o di Magic, basta che portino le carte e possono sedersi ai nostri tavoli».
Sorprendente è anche il modo in cui anche coloro che non fanno parte di questo mondo hanno accettato la presenza di Arkham: «Qui a fianco c’è una sala scommesse e, come si può ben immaginare, è frequentata da persone molto diverse da quelle che frequentano questo posto. Abbiamo preso dei separè per evitare che i ragazzi qui seduti a giocare potessero essere infastiditi,  ma li abbiamo utilizzati per pochissimo tempo. Questo perchè “ spiega “ le persone, all’inizio, si fermavano incuriosite per sbirciare. Noi le abbiamo accolte e loro, una volta entrate, si sono mostrate interessate ai giochi di carte. Alcuni di questi curiosi erano e sono frequentatori della sala scommesse. Quando hanno visto i giochi di carte, hanno detto: Ma a questo io ci giocavo quando ero piccolo!
Addirittura, alcuni di loro si sono seduti al tavolo e hanno giocato. Altri hanno anche giocato alla consolle dei videogame, e ci giocano ancora ora. Ti assicuro che non ci hanno mai dato il minimo problema».
Per quanto si stenti a crederlo, il fumetto è una forma di letteratura, e i giochi di carte come Yu “ Gi “ Oh! non sono affatto una perdita di tempo. Afferma Giuseppe: «E’ vero che i videogame sono una forma di puro intrattenimento, ma i fumetti, in fondo, non sono nient’altro che libri illustrati. Alcuni di essi hanno una trama con un grado di complessità  che non ha nulla da invidiare a quella dei veri e propri romanzi, basti pensare a Death Note. Un discorso analogo si può fare a proposito dei giochi di carte: per giocare occorre prontezza mentale, capacità  di analisi e abilità  per elaborare strategie efficaci».
Il binario 9 ¾ di Cerignola è sempre lì, il treno aspetta e parte quando volete. Sta’ a vedere che una stazione che funziona ce l’abbiamo anche noi. Alla faccia di Trenitalia.
Giovanni Soldano
 

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