Metta attacca don Pasquale Cotugno. La telefonata di don Ciotti

La mancata adesione di Metta alla campagna anticorruzione di Libera ha scatenato veri e propri deliri. Una volta annunciata la non iscrizione a Riparte il Futuro, don Pasquale Cotugno, parroco e referente cittadino dell’associazione antimafia, è stato letteralmente linciato via Facebook da Franco Metta.

 
Il sindaco ha ritenuto false le dichiarazioni del prete, nonostante il suo nome non sia comparso sulla lista dei politici col braccialetto bianco e nonostante il  curriculum del cicognino, la sua situazione reddituale, il suo stato giuridico e i suoi eventuali conflitti di interesse non siano stati resi pubblici.
Ma guarda se io debbo perdere tempo con il risentimento di don Pasquale Cotugno,che non ha digerito la sconfitta, scrive sul suo diario il sindaco preannunciando una chiacchierata col vescovo. è quello don Pasquale strumentalizza, mente per omissione, e detto sinceramente, prova ad infastidire il Sindaco, che ha ricevuto apprezzato, collaborato e che è stato apprezzato per disponibilità  collaborazione, idee e progetti in tema di legalità  dalle due cooperative che Sono il cuore di Libera: Pietra Di Sarto e Altereco. Con le quali avevo aggiungo al loro programma per la legalità  del mese di luglio,un grande evento a cura della Amministrazione nel corso del quale avrei ospitato la vice presidente nazionale di Libera Daniela Marcone. La cosa gli è riuscita avida, evidentemente. Ha voluto mandare a carte quarantotto questo evento di legalitࠝ, dice Metta.
Ancora smentito, perchè a pochi minuti dal suo status Don Pasquale scrive: Grazie a chi in queste ore mi sta testimoniando affetto e solidarietà ..agli amici del Presidio, a Daniela Marcone a don Luigi Ciotti (mi ha chiamato questa mattina ed è sempre emozionante e incoraggiante sentirlo!!!)….Impariamo tutti però a utilizzare il nostro tempo e le nostre energie per costruire, in maniera nonviolenta, rapporti di collaborazione, solidarietà  e comprensione. Solo così è possibile formare una società  fondata sulla giustizia, sulla pace in cui l’unica preoccupazione è la salvaguardia dei diritti e il bene comune!. Daniela Marcone e don Luigi Ciotti sono rispettivamente presidente e vicepresidente nazionale di Libera, nomi e numeri contro le mafie. Secondo le procure di Caltanissetta, Torino e Palermo, e secondo la Direzione Antimafia, don Luigi Ciotti è “”l’uomo più a rischio di Italia”” per la sua incessante attività  contro Camorra, Ndrangheta, Sacra Corona Unita e Cosa Nostra. Proprio dal nazionale è arrivato anche il chiarimento definitivo di Leonardo Ferrante, referente scientifico del progetto Riparte il Futuro, sull’anticorruzione e trasparenza, a cui Metta non ha partecipato: Nel caso dell’attuale sindaco Franco Metta, non abbiamo mai ricevuto nulla, nè in fase di candidatura nè tantomeno ora. Anzi, ci auguriamo che Metta, anche indipendentemente dalla campagna, ponga a priorità  la tutela dell’integrità  e lotta alla corruzione tramite strumenti istituzionali. Più in generale, è bene che la politica accolga gli strumenti di monitoraggio civico, perchè la legge riconosce alla società  civile il diritto/dovere di monitorare e cooperare al buon funzionamento della macchina pubblica. Pertanto, sarebbe adeguato avere non intenti generici o cedere ad offese, quanto mettere in atto politiche anticorruzione evidenti e verificabili a livello diffuso, come da prassi democratiche.
Per completezza d’informazione- conclude Ferrante intervistato ieri da l’Attacco- dei candidati cerignolani, aderì Tommaso Sgarro, mentre Francesco Vitullo ci mandò solo informazioni incomplete,e non ha mai concluso l’adesione quindi il suo nome non è stato pubblicato.
 

 

 
 

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