Tonfo PD, ma tutto resta com’è. Gentile dà  la colpa a Emiliano

Per il centrosinistra non è stata una sconfitta come tutte le altre, perchè dall’altra parte della barricata c’erano i civismi collegati anche al centrodestra e il ballottaggio è stato un vero e proprio referendum contro Elena Gentile. Il tonfo è stato pesante, dieci punti sotto Franco Metta che era stato distanziato al primo turno con la stessa proporzione.

 
Ed invece il PD è riuscito a perdere una partita già  vinta. Quali saranno le mosse del futuro? Quale cambiamento attende il partito di via Mameli? Nessuno. Resta tutto così com’è. Perchè, a sentire i democratici, a parte la leggerezza sull’incontro con De Cosmo e soci all’Oasi di Claire, è tutta colpa di Michele Emiliano che dalle parti di Cerignola non s’è fatto vedere per tutto il tempo della campagna elettorale.

Uniti intorno a Tommaso Sgarro, impossibilitati a tagliare il cordone ombelicale con l’europarlamentare, i piddini si sono incontrati giovedì sera in una riunione di coordinamento molto sentita e partecipata. L’assemblea è stata preannunciata con i siluri di Michele Longo, che in settimana ha chiesto ai ragazzi del PD uno scatto d’orgoglio affrancandosi da Elena Gentile. Tommaso Sgarro ha rassegnato le proprie dimissioni, rigettate dai partecipanti. E, di pari passo, si salva anche Gentile.

La strategia sarà  allargare, aprire le porte, ma nei fatti la cabina di regia rimarrà  sempre la stessa, in quanto nessuno della vecchia guardia, punita dall’elettorato, ha pensato nemmeno per un istante ad un passo indietro. Nè tanto meno qualcuno glielo ha chiesto.

L’unico punto su cui l’analisi gentiliana non è coincisa con quella della maggioranza interna è stata relativa al Patto dell’Oasi: Tommaso Sgarro ha fatto mea culpa per l’ingenuitࠝ; Elena Gentile, invece, ha difeso quella decisione, tutta personale, di incontrare Reddavide, De Cosmo, Mansi (e relative galassie di centrodestra) perchè l’accordo per il ballottaggio sarebbe stato un passaggio obbligato essendoci soltanto due candidati in corsa.

Emiliano. Elena Gentile vira sul nuovo governatore, reo di aver lasciato Metta libero di sbranare il suo avversario sulla questione dei rifiuti, completamente diversa da come è stata raccontata dai palchi. Sarebbe servito una rassicurazione di Emiliano, del presidente della Regione, per togliere a Metta una micidiale arma da campagna elettorale. Invece così non è stato perchè i patti, secondo i piddini, erano siglati già  prima del turno del ballottaggio. Per Elena Gentile è tutta colpa del nuovo Presidente di Regione che ha avallato le tesi dei civismi e che avrebbe fatto votare addirittura Metta al ballottaggio.

La trappola. Nell’affollata sezione di partito i dem hanno convenuto sull’inopportunità  di sedersi allo stesso tavolo con i nemici di sempre. C’è chi è andato oltre, ipotizzando il trappolone inventato dall’ex assessore al bilancio De Cosmo paparazzato alla cena segreta. L’autore dello scatto che ha fatto il giro del web è stato lo stesso che ha fatto da intermediario nell’incontro tra Franco Metta e Francesco De Cosmo. Una prova inconfutabile, secondo i piddini.

Il futuro ai giovani. Sgarro annuncia le dimissioni, l’assemblea le respinge. Bisogna ripartire dai giovani, da chi ha creduto in quel progetto (leggasi Elena Gentile) e dall’entusiasmo dell’ultimo scorcio di campagna elettorale. Per farlo servirà  tempo. Anche perchè nessuna carica è stata azzerata. Rimane in auge Peppino Tavoliere, marito di Elena Gentile, capo dell’ufficio politico che affianca la segreteria (e che in molti casi l’ha praticamente sostituita in toto).

I mal di pancia. Diversi malpancisti. Da Rocco Pacello a Nicola Giordano, da Carmine Roselli a Michele Longo. IL gattopardo si impossessa del PD e non lascia scampo. Non è stata prevista la possibilità  di andare a congresso quanto prima, anche perchè dall’altra parte i cugini della lista Emiliano rimangono alla finestra per capire cosa ne sarà  del PD, eventualmente pronti ad entrare in gruppo seminando scompiglio nel Partito democratico.

La seconda sezione. E circola nell’aria la notizia di una nuova e probabile seconda sezione, giacchè “ dice qualcuno della minoranza piddina- la Gentile ormai è la padrona del PD e non si può fare politica. Basti pensare che al coordinamento c’era gente che non poteva esserci, addirittura c’erano gli ultras del Cerignola e molta gente a guardare in cagnesco chi non ha gradito quella riunione-farsa. Tra gli interventi c’è stato anche quello di Michele Grieco, l’imprenditore contestato da Metta che ha ribadito tutto l’appoggio al progetto Sgarro-Gentile.
Michele Cirulli
 

 
 

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