L’arte e il vino nei vicoli della Terra Vecchia #aspettandocalici

La forza sconvolgente del vino penetra l’uomo e nelle vene sparge e distribuisce l’ardore , scriveva Lucrezio, e quell’ardore lo si esprime nell’arte, con l’estro e la fantasia. è per questo che Calici nel Borgo Antico è più di un semplice percorso enogastronomico e finisce per diventare luogo della creatività , dell’arte e dell’intrattenimento.

A prendere parte alla terza edizione, sabato 27 giugno, ci saranno artisti locali (e non). Come Lorenzo Tomacelli, 23enne, pittore-illustratore Emoticon grin: Negli anni ho imparato ad apprezzare e trarre ispirazione dalla nostra terra difficile, dalle storie dei nostri nonni contadini e dalle loro tradizioni. La Puglia è si è rivelata una fonte inesauribile profumi e colori pronti per essere trasportati su tela o su muro. Durante Calici nel Borgo Antico Tomacelli realizzerà  un murales-omaggio al nostro territorio.Nelle vie del Borgo ci sarà  anche Antonio Bruno, 45 anni, pittore e scultore che vive e lavora tra Roma e Cerignola, rielabora il linguaggio del decollages raccontando la solitudine ed il malessere dell’uomo con tratti essenziali rimandando al rapporto esistenza-uomo: La mia bancatelka da me progettata e un insieme di colori. In essa ci saranno disegni piccoli quadri e orologi.una sorta di riassunto del lavoro di questo ultimo periodo.Viene invece dall’Argentina il terzo artista di Calici nel Borgo Antico. Si chiama Ariel Svoboda e per anni è stato un giocatore di basket militando anche in A1 (ed anche nella squadra locale dell’Udas). Ha da sempre coltivato la sua passione per l’arte e ha iniziato a modellare bottiglie di vino rendendole preziose e fantasiose lampade, in esposizione durante l’evento di sabato prossimo.Presso la Chiesa Madre ci sarà  la mostra fotografica Emergenti di Biagio Giurato, allestita dalle associazioni Avvocato di Strada, Omnibus e OltreBabele e le cooperative Pietra di Scarto e AlterEco. Il giovane artista cerignolano ha immortalato su tela luoghi, facce e attività  quotidiane della borgata di Tre Titoli, il non luogo abitato in prevalenza da cittadini immigrati, distante appena 13 km dal centro abitato sulla strada provinciale per Candela. La borgata, spazio per definizione ai bordi dei contesti urbani, rappresenta nell’immaginario collettivo il confine ultimo della civiltà , il margine popolato dai non urbani, il confine di una frontiera mentale oltre che fisica. Eppure il borgo esiste, emette pulsioni vitali, genera una quotidianità  troppo spessa ignorata. Prendendo spunto dalle attività  del progetto regionale Una campagna di diritti (gestito dalle associazioni di cui sopra) Giurato ci restituisce, con la forza evocativa delle sue fotografie, uno spicchio di realtà  sui generis, all’interno della quale intravedere non solo disperazione e devianza, ma anche forza, anima, istinto e desiderio di riscatto.
 

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