“”Voglio tornare a Cerignola, dammi 60 euro o ti ammazzo””: la lite tra fratelli finisce in tribunale

Dammi 60 euro o ti ammazzo. Una furibonda lite tra fratelli. Per pochi soldi. Tanto sarebbe bastato a mettere nei guai Cosimo Lupano, di Settimo Torinese, finito imputato, presso il tribunale di Ivrea, con l’accusa di estorsione.

 

Il processo è cominciato l’altra settimana di fronte al collegio presieduto dal giudice Marino. I fatti risalgono al pomeriggio del 13 aprile 2014, poco più di un anno fa. Erano circa le tre del pomeriggio quando i Carabinieri della Stazione di Chivasso avevano ricevuto una segnalazione di e si erano recati in via Foglizzo, a Settimo.

Cosimo Lupano, difeso dall’avvocato Luca Calabrò del Foro di Torino, raccontava di aver trascorso una notte all’addiaccio. Da una settimana circa era ospitato dal fratello Paolo, nel suo alloggio. Ma i nervi si erano fatti tesi, ed era stato sbattuto fuori. Senza un’occupazione, senza un soldo in tasca. Lupano, a quel punto, dopo una notte senza un posto in cui dormire, sarebbe andato in escandescenza. Avrebbe chiesto al fratello quel tanto che sarebbe bastato a raggiungere Cerignola (in provincia di Foggia), paese di origine: 60 euro ed i propri indumenti personali. Alla fine avrebbe scagliato una biglia, contro una finestra, riducendola in frantumi, per poter entrare con la forza. I Carabinieri, intervenuti sul posto, avevano visto Cosimo assalire Paolo. La situazione si era infine calmata, grazie alla mediazione delle forze dell’ordine.

Oggi l’imputato risiede al sud. Per questo, martedì, non si è presentato in udienza. E nemmeno il fratello, citato dalla Procura per testimoniare e per il quale il giudice ha pertanto disposto l’accompagnamento coatto. Il processo è rinviato al 9 giugno. (lavoce -12alle12.it)
 

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