Si auto-liquidò i premi, il dirigente Saracino deve restituirli

La Sezione Regionale della Corte dei Conti Puglia ha condannato il suddetto Dirigente alla restituzione di ‚¬ 82.821,76 e versarli nelle Casse del Comune di Cerignola. Con queste parole il consigliere comunale de La Cicogna, Michele Monterisi, ritorna sul pronunciamento della corte dei conti riguardo i premi del dirigente comunale del settore finanziario Adriano Saracino, che aveva autoliquidato per sè circa 100 mila euro

 
 
Nel 2011 ho fatto due esposti alla Procura della Repubblica per segnalare ciò che mi sembrava non corretto e ci hanno messo 4 anni per decidere. Le determine sotto esame sono state tante fino a giungere alla condanna: una di queste determinazioni dirigenziali è andata in prescrizione “ dice Monterisi raggiunto da l’Attacco- perchè la somma da riconsegnare era più alta: si trattava infatti di 102 mila euro. Il cicognino non risparmia un appunto polemico: Non so se sia possibile una cosa del genere, ovvero prescrivere alcuni mandati di pagamento, visto che è in corso la riforma a Roma su chi sbaglia paga, ma insomma adesso il dirigente dovrà  restituire 82 mila euro.
In sostanza al dirigente, per fatti risalenti al 2011, è contestato l’aver autoliquidato sul proprio conto corrente alcuni premi previsti per legge. Un’operazione lecita, quella dei bonus, ma che secondo i giudici della Corte dei Conti avrebbe dovuto seguire un iter completamente diverso passando, invece, da organismo di valutazione.
C’è da essere molto precisi in questo. Sull’onestà  della persona metto entrambe le mani sul fuoco, sul fatto tecnico invece è stata fatta una valutazione diversa che mi rammarica. Non si contesta la quantità  del premio o se avesse o meno diritto di percepirlo “ precisa il sindaco Antonio Giannatempo- ma sia chiaro che Saracino non ha assolutamente rubato nemmeno un euro, ma avrebbe dovuto passare dall’organismo di valutazione e non gestire direttamente la somma.
Le opposizioni chiedono provvedimenti: Saracino è una persona fin troppo puntuale e precisa e non ho intenzione di rimuoverlo dalla postazione. Stiamo parlando di un cavillo, perchè non c’è colpevolezza nella sostanza, ma solo nella forma. è vero, il clima è pesante e la gente è in difficoltà , ma quei premi spettano ai dirigenti, non sono soldi presi abusivamente. Infatti la Corte dei Conti non ha messo in dubbio questo, prosegue il primo cittadino. Ciò che scrivono i giudici, a dicembre scorso, riguardava i provvedimenti di autoliquidazione che formulati in assenza di alcuna valutazione del concreto apporto dello stesso alla effettiva attività  di recupero avrebbero rappresentato gravemente illeciti, anche perchè, nel caso di specie, appare assolutamente inammissibile una sorta di “”rendita di posizione””, soprattutto se si considerano le enormi differenze fra gli importi autoliquidati e gli importi erogati agli altri dipendenti, oggetto, invece, di specifica e dettagliata valutazione sul punto da parte del Dirigente.
Nel 2011 il dirigente Saracino era stato condannato per una simile iniziativa. In quella occasione, infatti, l’importo da restituire ammontava a 14 mila euro rivenienti dal gettito Ici. In quel caso Adriano Saracino si difese sostenendo che E’ la stessa Corte dei Conti, nella sentenza citata, che afferma e conferma tale principio normativo, ossia il diritto alla percezione di tali incentivi anche da parte della dirigenza e nello specifico del sottoscritto; si evidenzia infatti il seguente passaggio della sentenza: nè in questa sede si discute della norma regolamentare che correttamente consente la possibilità  di attribuire un compenso incentivante in aggiunta agli istituti previsti e nè tanto meno si contesta che il Dirigente non potesse partecipare alla corresponsione di detti compensi incentivanti. Oggi arriva la condanna al pagamento, e quindi alla restituzione, degli altri premi pari ad un importo totale di 82 mila euro. Adriano Saracino, nel corso dell’ultimo mandato GIannatempo, è stato destinatario di dure accuse da parte delle opposizioni, soprattutto in riferimento al buco GEMA, avvenuto all’improvviso grazie a quelli che il sindaco definì rapporti elastici e che sono costati all’ente pubblico circa 8 milioni di euro che probabilmente non torneranno più indietro.
 

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