Ricettazione: arrestato un 40enne incensurato

Nella mattinata di ieri, personale del Commissariato di Polizia di Cerignola ha tratto in arresto Cannone Leonardo, 40enne andriese incensurato, per ricettazione di autovettura in concorso.

 
In particolare, verso le ore 9.50 di ieri, presso la sala operativa del Commissariato di Polizia di Cerignola, giungeva notizia, da parte di un’azienda di antifurti satellitari, che il satellitare montato su un’autovettura BMW 530 D SW aveva segnalato la presenza dell’auto in un fondo agricolo adiacente alla S.S.16 bis in direzione Bari, in territorio di Cerignola.
Individuata la zona e giunto immediatamente sul posto, il personale in servizio di volante aveva modo di constatare la presenza di un uomo, intento ad armeggiare sotto l’autovettura, e di un altro che gli era vicino che, alla vista degli agenti, si davano a precipitosa fuga.
L’uomo che armeggiava sotto l’auto, prontamente bloccato, subito dichiarava che si trattava dell’autovettura di sua moglie, che era stata rubata in mattinata, che lui aveva ritrovato in quel posto e stava cercando di mettere in moto. La storia, da subito, non appariva chiara, considerato, peraltro, che la chiave dell’auto era  inserita nel blocco di accensione e che l’altro uomo, alla vista degli agenti, era fuggito.
L’uomo, identificato per CANNONE Leonardo, 40enne andriese, incensurato, veniva condotto in questi Uffici, dove, poco dopo, giungeva la vera proprietaria dell’auto che ne aveva denunciato il furto, nella stessa mattinata, presso i Carabinieri di San Severo, poichè aveva ricevuto la telefonata da parte dell’azienda di antifurti satellitari che la informava del segnale dato dall’auto ed aveva constatato, personalmente, l’assenza dell’auto che era stata parcheggiata, regolarmente chiusa a chiave, sotto la propria abitazione di San Severo.
Si accertava che, in realtà , proprietaria dell’auto, attualmente, non era più la moglie dell’arrestato, ma la moglie del suo socio di un’impresa edile, effettivo utilizzatore dell’auto, al quale l’arrestato l’aveva venduta da circa un anno al prezzo di 7000 euro. Il socio del CANNONE, giunto anch’egli in Commissariato, dichiarava formalmente che, da tempo, gli chiedeva di consegnargli la doppia chiave dell’autovettura, argomento questo sul quale l’arrestato aveva sempre temporeggiato.
L’arrestato, dopo le formalità  di rito, è stato accompagnato presso la sua abitazione, per rimanere agli arresti domiciliari, così come disposto dal Sost. Proc. di turno.  Sono in corso indagini per individuare il complice dell’uomo.
 
 

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