Rischio infiltrazioni mafiose a Ordona: il Ministero invia la Commissione

C’è il rischio che alcune operazioni politiche e alcuni atti amministrativi siano stati orchestrati tenendo conto della incombente ombra della criminalità  organizzata infiltratasi nella stanza dei bottoni. Per questo il 14 gennaio scorso il prefetto Maria Tirone, su delega del Ministero degli interni, ha istituito la commissione d’accesso antimafia, presieduta dal suo vice Francesco Antonio Cappetta, presso il Comune di Ordona guidato dal sindaco Rocco Formoso.

 

Mentre la cittadina, di appena 2500 abitanti, vive la tranquillità  del quotidiano, nella sede del municipio, ed in particolare a piano terra, dove è ubicato l’ufficio tecnico, i dipendenti comunali iniziano a togliere la polvere dai fascicoli che riguardano due precise questioni, sulle quali la Commissione che per i prossimi tre mesi valuterà  le presunte infiltrazioni mafiose vorrebbe vederci chiaro: l’iter autorizzativo della cava di Gerio Ciaffa, in località  Cavallerizza, e la trafila che ha interessato la nascita di tre parchi eolici autorizzati nei pressi del sito Herdonia.

Il sindaco Rocco Formoso, che da marzo 2010 ha preso il posto di Michele Pandiscia- per due mandati primo cittadino del centro dei Reali Siti- si dice “”tranquillissimo””: “”Lo prendiamo come un atto dovuto in seguito alle note vicende dell’inchiesta Black Land, delle quali gli amministratori odierni e quelli passati sono soltanto vittime. Siamo contenti che la Commissione di Accesso voglia vederci chiaro, non abbiamo assolutamente nulla da temere e collaboreremo senza alcuna ritrosia. L’altra vicenda su cui si vorranno accendere i riflettori è legata ai parchi eolici, che tra l’altro, nel momento del mio insediamento come sindaco nel 2010 erano già  attivi ed autorizzati””. Di certo, però, la notizia del pericolo di infiltrazioni mafiose nella programmazione ai piani alti della politica ordonese crea qualche imbarazzo.

Il 17 dicembre 2014 si chiudeva l’inchiesta Black Land con 10 condanne ed 1 assoluzione sullo sversamento illegale dei rifiuti tra la Campania della Terra dei Fuochi e la provincia di Foggia utilizzata come pattumiera. La mente di quel sodalizio criminale interregionale, secondo quanto specificato dai pm Renato Nitti e Giuseppe Gatti durante la requisitoria, è Gerio Ciaffa, ordonese e già  coinvolto in precedenti operazioni della DDA nell’ambito dell’operazione Veleno. A Ciaffa il giudice Galesi ha imposto 3 anni e 9 mesi di reclusione. La cava in cui veniva accatastata tutta la monnezza, per un totale accertato di 250 mila tonnellate, è stata regolarizzata durante il secondo mandato della giunta di Michele Pandiscia e il primo scorcio della esperienza Formoso: “”Quando ero sindaco- ricorda l’ex amministratore- presso gli uffici è arrivata la richiesta di localizzazione per una cava che avrebbe dovuto contenere gli inerti. Uno dei proprietari delle particelle era una mia parente, mia zia appunto, e feci in modo che la mia posizione non interferisse con i lavori. Anzi, prevedemmo che quella cava potesse essere attiva non per accogliere tutti i tipi di inerti, ma soltanto quelli meno pericolosi””. La proprietaria di una delle particelle interessate, su cui è stata autorizzata la cava dei veleni in zona Cavallerizza, però, non era solo la zia dell’ex primo cittadino Michele Pandiscia, ma anche la sorella di Gerio Ciaffa, titolare della ditta Edil C che ha avuto un ruolo determinante nello scarico illegale di rifiuti campani, come emerge con estrema chiarezza dalle carte del processo Black Land e come conferma la condanna inflitta al dominus,

Il nome di Ciaffa- ma questa volta di suo fratello- ritorna anche nell’altra questione che la Prefettura intende approfondire con l’invio della Commissione presieduta da Francesco Antonio Cappetta: i parchi eolici. E’ di sua proprietà , infatti, uno dei terreni su cui la società  Ordona Energia, che fa capo a Luca Fredo e ha sede legale a Milano, ha impiantato il primo parco eolico della storia del centro dei Cinque Reali Siti. Successivamente il Comune, sempre nell’era Pandiscia, ha stretto delle convenzioni con la società  “”Parco Eolico Ordona””, di Onorio Onori, e con la “”Eurowind srl””, rappresentata dall’amministratore delegato Doriana Lomaestro in rappresentanza degli interessi della società  della vicina Ascoli Satriano. Sulle pale, già  nel 2007 e 2008 vi furono altre due inchieste, rivelatesi infruttuose, da parte della Guardia di Finanza e dei Carabinieri.

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